Domenico Mazzilli e Gerardo Strippoli U' Zechelaune Leggi tutti gli articoli

La Rubrica

Secondo il dizionario Garzanti, il termine “rivalutare” indica il “riconoscere i pregi di un'opera o di un artista reagendo a precedenti giudizi negativi”.

Se questo è vero “U Zechelaune” è una rubrica di rivalutazione. Una rubrica, in altre parole, che si propone di tirare a lucido e dare nuova vita, se vogliamo, a quei personaggi coratini del passato troppo spesso derisi e poco considerati, o talvolta semplicemente dimenticati, e che però hanno contribuito in qualche modo a dare un valore aggiunto alle “memorie” della nostra città.

Sono “le Zechelune” per l’appunto, un termine strettamente coratino che sta ad indicare tutti coloro che per particolari caratteristiche o abilità si sono distinte dagli altri diventando in molti casi delle compiante e genuine celebrità nostrane.

Alla base di questa rubrica c’è è ci sarà un costante lavoro di studio e di ricerca che non poteva che essere affidato a due mostri sacri del “Sapere coratino” come Gerardo Strippoli e Mimmo Mazzilli, due nomi conosciuti per la loro capacità di raccontare storie, in prosa o poesia, che sanno toccare le corde emotive e nostalgiche dell’amore per questa nostra terra.

L'Autore

Domenico Mazzilli detto Mimmo, figlio di emigranti, è nato, infatti, negli USA da genitori coratini, nel 1949.

Se si escludono i pochi anni vissuti a Genova ed Ancona per lavoro, dal 1955 ha sempre vissuto a Corato. Si ritiene coratino a tutti gli effetti. Laureatosi in Economia e Commercio ha lavorato per Poste Italiane fino a tutto lo scorso anno. Dal 1998 al 2006 ha curato la comunicazione delle Poste per Puglia, Basilicata e Molise. Uno dei suoi principali interessi è il dialetto coratino.

Ha pubblicato nel 2000 un libretto di poesie “U Cèrnigghje atturne alla frascère” ed un altro nel 2002 “ Citte citte ’mmezz’alla chjazze”. Alcune sue poesie sono state interpretate e drammatizzate da alunni di Scuole Elementari. Sui sono due dei brani dell’album musicale Candente Candente degli Aquarata, “U Carnevale Quaratine” e “Ce nan u canesciàie”.

Nei suoi versi troviamo, oltre ad una ricerca di termini e modi di dire oramai in disuso, uno spaccato di vita coratina raccontata con intensa partecipazione e con il linguaggio del popolo di Corato. Il tutto con un occhio venato di malizia bonaria, condito di ammiccamenti e sorriseti che fanno affiorare alla memoria tanti ricordi.

Da alcuni anni è tra i protagonisti della tradizionale serata estiva in vernacolo organizzata dalla Pro Loco in piazza Sedile nell’ambito del programma “Brisighella Sotto le Stelle”.


Gerardo Giuseppe Strippoli è nato ad Andria il 2 maggio del 1956 e vive da sempre a Corato, con la moglie e i due figli, a stretto contatto con il territorio circostante dal quale trae ispirazione per le sue liriche. Nel 2001, dopo aver vinto il prestigioso Premio Internazionale di Poesia “Calentano” indetto dall’Enam Club Operatori Arte e Cultura, ha pubblicato la raccolta dal titolo “U mùnne sparesciùte” alla quale è seguita nel 2006 “Tìtte Tìtte”.

Sue composizioni in vernacolo ed in lingua italiana sono state pubblicate su alcune raccolte: “Aromi e sapori senza tempo”, a cura di “Scuole in rete” di Corato; “Quarata Canta” e “La Canzona e la Maschera” di Gaetano Bucci. Nel 2004 ha ricevuto il diploma “Honoris causa” dell’Accademia “Federico 2°” di Corato. Ha composto in Italiano “Inno a Corato” musicato per voce e orchestra dal M° Gennaro Sibillano.

Insieme al M° Luigi Palumbo ha inoltre ideato e promosso un progetto musico-letterario che ha avuto come conclusione la produzione dell’album “Candènne Candènne” del gruppo di musica popolare degli “Aquarata”.

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