Aldo Patruno Il sasso nello stagno Leggi tutti gli articoli

La Rubrica

Dopo le ultime riflessioni “non autorizzate” sul Bollettino d’Informazione Comunale (B.I.C.) che ho scritto e disegnato per CORATOLIVE, gli inesauribili ed “abili” animatori del nostro sito hanno cominciato a massaggiare vigorosamente l’ego del sottoscritto, raccontandogli di come il sito in quei giorni abbia toccato punte di “contatti” mai raggiunte prima, e di quanti e quali siano stati i commenti e i riscontri, a partire dal Sig. Sindaco che ha avuto la sollecita cortesia di prendere penna e calamaio ed abbozzare una qualche risposta (della quale – francamente – io non mi sono accorto, ma forse solo per un problema di scarto tra il reale ed il virtuale).

Insomma, alla fine mi hanno proposto di trasformare questi contributi estemporanei in una rubrica “periodica”, da intitolarsi “IL SASSO NELLO STAGNO”.

Ora, premesso che la pubblicazione del mio articolo ha coinciso con l’inoculazione in CORATOLIVE delle prime, divertenti dosi di gossip locale (che, come tutti sanno, è quello che fa davvero lievitare l’audience), e che, in ogni caso, i “contatti” da allora hanno conosciuto una crescita esponenziale (merito, evidentemente, della bontà dell’idea, della qualità della realizzazione e del talento dei promotori…), devo dire che comunque le lusinghe fanno sempre piacere e … poi … di fronte alla proposta di quel nome per la rubrica … “IL SASSO NELLO STAGNO”… davvero non me la sono sentita di dire no, nonostante gli impegni e, soprattutto, la distanza, solo in parte ridotta dalla “prossimità virtuale”.

Non perché – come qualche malizioso potrebbe insinuare – io abbia qualche sassolino nella scarpa di cui liberarmi…O meglio, qualche fastidioso sassolino, come tutti, ce l’avrei pure…ma ciò che maggiormente mi intriga in quel titolo/proposta di CORATOLIVE è l’effetto che il sasso – indipendentemente dalla sua provenienza – produce nello stagno. Avete presente quella serie di cerchi concentrici – uno, due, dieci, cento, mille… – che cominciano automaticamente ad allargarsi a partire dal punto esatto nel quale lo stagno ha inghiottito il sasso?

Ecco, sono esattamente questi lo spirito e l’ambizione che vorrei caratterizzassero questa rubrica. Lo spirito: fornire uno stimolo, a volte anche forte, che consenta di smuovere le acque stagnanti e paludose di un dibattito politico, socio-economico e culturale sostanzialmente auto-referenziale e molto spesso estraneo alle esigenze e alle dinamiche della società vera nella quale viviamo noi persone in carne ed ossa (e non solo noi in quanto elettori o – peggio – in quanto panel selezionato per un sondaggio).

L’ambizione: affinché questo agitare le acque stagnanti non risulti mero caos, a sua volta fine a se stesso, occorre che esso riesca a suscitare, ad allargare e a mantener vivo quanto più possibile il dibattito, in tutte le forme ed i luoghi (anche virtuali!) che si ritiene opportuno, fino a coinvolgere tutti i reali protagonisti e ad intercettare la grande voglia di partecipazione e di democrazia che proprio in questi giorni sembra emergere con gran forza dalla società.

L'Autore

Classe 1973, Aldo Patruno ha vissuto a Corato sino al conseguimento della laurea in giurisprudenza presso l’Università di Bari. Si è quindi trasferito a Milano per lo svolgimento di un Master in Affari Internazionali e poi a Roma dove ha lavorato presso la Ecosfera S.p.A., occupandosi di consulenza strategica alle Pubbliche Amministrazioni. Nel giugno di quest’anno è passato all’Agenzia del Demanio (MEF), con la responsabilità dei processi di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato, ed in particolare della Difesa.

Negli anni della sua permanenza a Corato ha scritto e disegnato per “Lo Stradone”, oltre a fare politica attiva nelle file del centrosinistra, come co-promotore dei referendum sul maggioritario, co-fondatore dell’Ulivo, ed infine coordinatore politico cittadino de “I Democratici”, nella fase antecedente alla vittoria del centrosinistra nelle amministrative del 2000. Sposato dal dicembre 2001 con Francesca Gasparro, attualmente vive a Roma, ma torna spesso a Corato, dove conserva gelosamente la residenza. Le principali passioni della sua vita (nell’ordine): sua moglie, la Politica, il disegno.

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