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La proposta di Liberi e Uguali

Liberi e Uguali: «Serve un paletto alla stagione delle privatizzazioni dei diritti»

La proposta del candidato alla Camera nel collegio uninominale Puglia 3, espressa ieri sera durante un incontro al cinema Elia: «Salvaguardare il punto nascita dell’ospedale di Corato»

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Corato mercoledì 14 febbraio 2018
di La Redazione
Liberi e Uguali
Liberi e Uguali © n.c.

Mettere un paletto dopo una stagione di privatizzazione dei diritti e salvaguardare il punto nascite dell’ospedale di Corato. È questa la proposta di Liberi e Uguali per le prossime elezioni del 4 marzo, presentata ieri sera da Nico Bavaro, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Puglia 3 (Molfetta, Corato, Terlizzi, Ruvo, Giovinazzo e Bisceglie), nel corso di un incontro al cinema Elia, a cui hanno partecipato, tra gli altri, gli esponenti di LeU Annalisa Pannarale e Claudio Riccio.

«Mi fanno sorridere quelli che parlano di voto utile - ha affermato Bavaro - in un territorio in cui negli ultimi anni il sistema sanitario è stato devastato. Che significa voto utile se le altre proposte politiche in questi anni tra Roma e Bari si sono rimpallate le responsabilità senza mai spendere una sola parola sulle varie questioni? Li avete mai visti i candidati delle altre forze politiche occuparsi della chiusura del punto nascite di Corato, un reparto da 1400 parti all’anno? Noi invece c’eravamo e ci saremo sempre».

«Il punto nascite di Corato - ha proseguito il candidato di LeU - riguarda un bacino di 200mila persone, riguarda anche Ruvo, Terlizzi e Giovinazzo. Se si smantella la rete ospedaliera anche laddove funziona, come a Corato, è evidente che i cittadini sono costretti a ricorrere al privato. E chi i soldi non ce li ha non si può più curare, un fatto che in Italia oggi interessa 12 milioni di persone. Non si tratta di vicende casuali ma il frutto di scelte ragionate, una lunga stagione di privatizzazione dei diritti alla quale noi di Liberi e Uguali vogliamo mettere un paletto».


«Il problema reale è l’emigrazione, non l’immigrazione» ha detto Corrado De Benedittis. «Che ne sa Salvini di questa pena (ha fatto espresso riferimento a degli articoli pubblicati da CoratoLive.it il 7 gennaio 2015 e l'8 gennaio 2018 su chi va via dopo le feste di Natale). C’è un blocco generazionale, c’è tutta una città e un’altra Puglia che aspetta di essere intercettata. Dobbiamo aprire dei varchi, se no rischiamo di abbandonare le nuove generazioni ad una scelta priva di senso, che va dai cinque stelle al populismo, al voto per compiacere. Liberi e Uguali è una realtà post ideologica in cui si mettono al centro questioni fondamentali: la più forte delle quali è quella del lavoro».

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 08:56 :

    ...cavalcare la tigre dei "diritti" (i "doveri" costituiscono un inutile accessorio) fa sempre effetto. A nessun politico piace togliere i soldi dalla Sanità. Ma quando questa rappresenta la voragine più profonda del bilancio, qualcosa bisogna pur fare. Ma giusto adesso che ci bacchetta l'Europa... Rispondi a salvatore di gennaro

    Michele Pellegrini ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 10:25 :

    I soldi potrebbero essere tolti da altre fonti di spesa. La realtà è che 25/30 di liberismo ci hanno ridotti alla fame Rispondi a Michele Pellegrini

  • salvatore di gennaro ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 13:35 :

    Il liberismo esiste già in natura: si chiama "selezione". Certo le esigenze sociali spingono a derogare da questa circostanza: ben venga quindi l'intervento dello Stato. Ma quando l'assistenzialismo si trasforma in un ampio "imperativo categorico", quando i diritti di chi reclama non sono equilibrati da doveri da parte dello stesso, allora la gestione del tutto, diventa assai problematica. L'emigrazione interna è dovuta ad un solo fatto: si fanno più figli di quanti il sud ne possa accogliere. Le cause? Scuola ed università permissive, che hanno lasciato spazio ai nuovi italiani in lavori considerati più umili; la tecnologia, che ha mortificato l'artigianato e l'agricoltura; la globalizzazione, che ha reso non concorrenziali i nostri prodotti; lo scarso peso dato al turismo e all'arte. Rispondi a salvatore di gennaro

  • Amedeo Strippoli ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 13:42 :

    La questione non è togliere soldi alla Sanità, ma saperli gestire. Qualcosa è stato fatto con le centrali d'acquisto,(la stessa siringa a Palermo costava € 4 e a Bologna € 1,50, è solo un esempio) ma tanto bisogna fare per evitare che pazienti di una qualsiasi malattia debbano fare centinaia di chilometri per potersi curare decentemente e senza pagare quella tangente legale, che corrisponde alla visita medica privata del solito professorore di turno. Purtroppo è prassi consolidata che se vuoi essere curato in tempi ragionevoli, devi per forza passare da tale trafila. E dire che il SSN lo paghiamo o almeno tutti i lavoratori dipendenti, sicuramente, lo pagano. Rispondi a Amedeo Strippoli

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