​Un’azione collettiva in favore dei consumatori della Regione

Codacons: «Denunciate chi fa pagare ingiustamente i sacchetti bio»

«La questione dei sacchetti biodegradabili, così come recepita in Italia, assomiglia più ad una truffa legalizzata che ad una misura per ridurre l’inquinamento da plastica»

Corato domenica 14 gennaio 2018
di La Redazione
Shopper
Shopper © n.c.

Il Codacons lancia anche in Puglia la battaglia contro i sacchetti biodegradabili a pagamento. L’associazione ha pubblicato sul proprio sito internet una azione collettiva attraverso la quale i consumatori della Regione possono contestare l’addebito degli shopper sullo scontrino, denunciando la prassi di molti esercizi commerciali di applicare il costo del sacchetto anche quando si acquistano prodotti ortofrutticoli sfusi.

«Siamo a favore di qualsiasi provvedimento a tutela dell’ambiente ma la questione dei sacchetti biodegradabili, così come recepita in Italia, assomiglia più ad una truffa legalizzata che ad una misura per ridurre l’inquinamento da plastica - spiega il presidente Carlo Rienzi - Questo perché non può essere imposto all’utente il pagamento dello shopper anche nel caso in cui il consumatore acquisti beni sfusi, attaccando lo scontrino direttamente sul prodotto ortofrutticolo pesato».

Con l’azione lanciata oggi il Codacons mette a disposizione dei cittadini che hanno acquistato articoli alimentari freschi e sfusi senza chiedere il sacchetto bio, ritrovandosi però addebitato sullo scontrino il costo dello shopper, una denuncia-querela attraverso la quale chiedere alle autorità competenti controlli e verifiche alla luce della possibile fattispecie di truffa ai sensi dell’art. 640 c.p. e/o qualsiasi altra fattispecie criminosa, e affermare la propria qualità di parte offesa nel caso in cui siano aperte indagini.

Il Codacons ha inoltre inviato una formale diffida alla GdO e alle catene di iper e supermercati che operano anche in Puglia, in cui si intima di permettere ai consumatori di introdurre nei punti vendita della Regione buste della spesa e sacchetti riutilizzabili per imbustare frutta, verdura e altri generi alimentari, e di non addebitare loro alcun costo nel caso in cui non usino gli shopper forniti dall’esercizio commerciale.

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 14 gennaio 2018 alle 10:05 :

    L'incapacità nel gestire una nazione è direttamente proporzionale al suo numero di associazioni per la difesa del consumatore... Rispondi a salvatore di gennaro

  • Raffaele falco ha scritto il 14 gennaio 2018 alle 05:41 :

    E' l'Italia della caricatura Rispondi a Raffaele falco

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