Al centro il tema dell’immigrazione: «senza adeguate politiche internazionali e il rispetto degli impegni presi dai capi di Stato europei ogni sforzo sarà vano»

Il sindaco Mazzilli in udienza da Papa Francesco: «Ho portato i saluti della nostra Comunità»

Il pontefice ha incontrato una delegazione di sindaci dell’Anci, guidati dal presidente Decaro, sui temi della solidarietà e dell’accoglienza dei migranti

Politica
Corato domenica 01 ottobre 2017
di La Redazione
Il sindaco Mazzilli in udienza da Papa Francesco: «Ho portato i saluti della nostra Comunità»
Il sindaco Mazzilli in udienza da Papa Francesco: «Ho portato i saluti della nostra Comunità» © n.c.

«L’Italia tiene alta la dignità dell’Europa con un impegno costante e incredibile, ma questo non può reggere per sempre. Noi sindaci non abbiamo nessuna intenzione di abdicare al nostro ruolo di referenti primi delle comunità e faremo la nostra parte, ma senza adeguate politiche internazionali e il rispetto degli impegni presi dai capi di Stato europei sulla ripartizione dei richiedenti asilo il nostro sforzo sarà vano». C’era anche il primo cittadino di Corato, Massimo Mazzilli, all’udienza di Papa Francesco, che sui temi della solidarietà e dell’accoglienza dei migranti ha incontrato una delegazione di sindaci dell’Anci, guidati dal presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro, in Sala Clementina alla Città del Vaticano.

Presenti all’importante incontro 200 sindaci delle città italiane impegnate nell’accoglienza dei migranti, fra i quali anche Corato con il suo centro Sprar. Il Papa ha rivolto loro alcune parole: «comprendo il disagio di molti vostri cittadini di fronte all’arrivo massiccio di migranti e rifugiati. Esso trova spiegazione nell’innato timore verso lo “straniero”, un timore aggravato dalle ferite dovute alla crisi economica, dall’impreparazione delle comunità locali, dall’inadeguatezza di molte misure adottate in un clima di emergenza». Tale disagio, secondo il Pontefice, «può essere superato attraverso l’offerta di spazi di incontro personale e di conoscenza mutua». Ben vengano allora «tutte quelle iniziative che promuovono la cultura dell’incontro, lo scambio vicendevole di ricchezze artistiche e culturali, la conoscenza dei luoghi e delle comunità di origine dei nuovi arrivati».

Prima di concludere Bergoglio ha parlato personalmente a tutti i sindaci «come fratello», indicando in «prudenza, coraggio e tenerezza» le tre qualità ideali per amministrare le città. Infine li ha sollecitati a «frequentare le periferie, quelle urbane, quelle sociali e quelle esistenziali. Il punto di vista degli ultimi - ha detto - è la migliore scuola, ci fa capire quali sono i bisogni più veri e mette a nudo le soluzioni solo apparenti». «Abbiate familiarità col popolo» ha concluso Papa Francesco.

Grande emozione per il Sindaco di Corato: «al Santo Padre Papa Francesco ho portato i saluti dell'intera nostra Comunità. L’emozione straordinaria di aver parlato e stretto la mano a Papa Francesco mi resterà come ricordo indelebile. Mi ha riempito di orgoglio sentire dalla sua voce parole di sincero entusiasmo verso le amministrazioni locali presenti all’udienza, e dunque anche quella che rappresento. “Possono annoverarsi tra i principali fautori di buone pratiche di accoglienza e di integrazione, con esiti incoraggianti che meritano una vasta diffusione”. Ma per dare forza a questo sistema è fondamentale sul territorio la collaborazione tra le diverse istituzioni locali, le associazioni laiche e religiose, il ruolo del terzo settore. E perché lo Sprar funzioni è necessario gestire il numero dei richiedenti asilo su ciascun territorio».

Al termine dell’udienza al Papa sono stati consegnati in dono una stola, alcuni piatti decorati a mano, un cesto con prodotti tipici piemontesi e un turbante, tutti opera di richiedenti asilo e rifugiati impegnati in realtà lavorative che fanno parte delle reti territoriali.

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I commenti degli utenti
  • "salvatore di gennaro" ha scritto il 02 ottobre 2017 alle 06:12 :

    Due commenti, quello di Giuseppe e quello della coppia gay, antitetici ma di valore uguale: da una parte un implicito tentativo, ad uso puramente personale, di evidenziare l'anomalia di un rapporto fra persone dello stesso sesso; dall'altra il desiderio di far capire che ormai i tempi sono cambiati e che occorre non adattarsi passivamente a tali nuove situazioni, mantenendo un atteggiamento dubbio se non ostile nei loro confronti, ma farle proprie e considerarle delle vere e proprie conquiste sociali. Dato per scontato il fatto che è questo l'atteggiamento da tenere in questo caso, ciò non esclude che la troppa tolleranza verso tutto ciò che esula dai canoni dell'ortodossia, e riparlo della debolezza nel difendere il "senso dello Stato", porta, col tempo, a gravi situazioni irrimediabili. Rispondi a "salvatore di gennaro"

  • "salvatore di gennaro" ha scritto il 01 ottobre 2017 alle 20:42 :

    La nostra Storia è piena di parole altisonanti e vuota di concretezze. L'abdicazione dell'Italia ad essere una "nazione", secondo i crismi classici di: "difesa" dello Stato, ha origini antiche. Non si poteva sperare che oggi 200 sindaci, animati tutti dagli stessi principii, potessero pensarla diversamente. Rispondi a "salvatore di gennaro"

  • Giuseppe Curtatone ha scritto il 01 ottobre 2017 alle 17:51 :

    Chissà se il nostro sindaco ha raccontato al Santo Padre di aver unito civilmente la prima coppia gay della storia di Corato? Rispondi a Giuseppe Curtatone

    Coppia Gay ha scritto il 01 ottobre 2017 alle 21:27 :

    Il Santo Padre ha aperto le porte della Chiesa anche agli omosessuali, oltre che ai divorziati, da un bel po' di tempo. A parte poi che lei stesso parla di unioni civili, quindi non inerenti alla religione. Si informi bene prima di scrivere commenti omofobi. Rispondi a Coppia Gay

    Giuseppe Curtatone ha scritto il 02 ottobre 2017 alle 12:38 :

    Le porte della Chiesa, quella con la C maiuscola, sono sempre state aperte ai figli di DIO. Rispondi a Giuseppe Curtatone

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