Oltre due ore di dibattito e poi, come spesso accade, una mozione bocciata con 9 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto

Scuola “Madonna Pellegrina”, bimbi e maestre si spostano in viale Arno. Il video

Se ne è parlato martedì in consiglio comunale. Bucci: «si è sbagliato tutto il possibile». Il sindaco: «risparmiamo denaro per metterlo a disposizione del settore scuola»

Politica
Corato giovedì 08 giugno 2017
di La Redazione
Plesso “Madonna Pellegrina”
Plesso “Madonna Pellegrina” © CoratoLive.it

Oltre due ore di dibattito in consiglio comunale e poi, come spesso accade, una mozione bocciata con 9 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto. Martedì è successo per la proposta presentata dai consiglieri Bucci, De Benedittis, Fiore, Mazzone e Ventura: gli eletti in quota a “Un cantiere in Comune” e “Io e Renato” proponevano all’amministrazione di annullare «gli atti relativi al recesso dal contratto di locazione per il plesso “Madonna Pellegrina”».

Della questione si parla ormai da tempo. Il 23 gennaio, durante una riunione della commissione pubblica istruzione allargata ai dirigenti scolastici, il sindaco Massimo Mazzilli aveva annunciato i principali spostamenti in programma. In tutto sono 12 le classi che dovranno spostarsi, sette della “Madonna Pellegrina” e cinque di “San Gerardo”. Per tutte, almeno per il momento, non cambierà la competenza amministrativa e nemmeno il personale docente: le prime rimarranno in capo al comprensivo “Cifarelli-Santarella”, le seconde al “Fornelli”.

«La scelta, sebbene difficile, rispetta un criterio essenziale: utilizzare degli spazi di proprietà comunale attualmente vuoti ed risparmiare i fondi prima destinati ai canoni di locazione per i due plessi» aveva spiegato all’epoca il primo cittadino.

A questo però si aggiunge anche un’altra motivazione, già palesata nella riunione di commissione del 22 novembre: in vista delle iscrizioni all’anno scolastico 2017/2018 occorreva riequilibrare il numero delle classi per evitare che istituti come il “Battisti-Giovanni XXIII” potessero perdere l’autonomia.

Perché annullare il recesso dal contratto?
Secondo Renato Bucci perché «si è sbagliato tutto il possibile». Per prima cosa «non c’è una delibera da cui si evince che il Comune intende recedere» secondo l’ex sindaco. «L’unica risulta essere la numero 143 del 2016 in cui si accenna alla volontà di definire gli obblighi contrattuali» ha precisato. Più che un modo per risparmiare sui canoni di affitto, a Bucci la manovra appare come uno «stratagemma per ottenere un travaso di iscrizioni con l’effetto di mettere in difficoltà un istituto comprensivo a vantaggio di un altro».

Critico anche il capogruppo del Pd, Tommaso Loiodice: «serve una discussione serena sul ridimensionamento scolastico, fatta insieme ai dirigenti» ha detto, così come aveva fatto a gennaio in commissione.

Condiviso da tutta l’opposizione, ma non esaudito, il desiderio di ascoltare la posizione dell’assessore alla pubblica istruzione Mara Zezza. Sul suo ruolo Bucci non ha perso l’occasione per dire la propria, come sempre senza mezze misure: «decida se dare un senso o no all’incarico che sta svolgendo, per evitare che le resti il rimpianto di ciò che non è stato». Frasi, queste ultime, che hanno portato a «ridicolizzare l’assessore davanti al pubblico» secondo Pomodoro e Tedeschi, e a far dire al sindaco che continuerà a «difendere fino alla fine» la sua «squadra».

Tra le cose da chiarire anche la questione dei lavori di manutenzione svolti nel plesso di proprietà della Comunità dei braccianti: «chi ha fatto i lavori? Quanto abbiamo speso? È stata fatta una gara?» ha chiesto il consigliere Mazzone ribadendo quanto espresso in un comunicato stampa del Cantiere.

Perché procedere
Secondo il primo cittadino la delibera specifica c’è ed è firmata anche dall’assessore Zezza. «Stiamo procedendo per la risoluzione anticipata del contratto di locazione - ha chiarito - quella scuola è lì dal 1975, all’incirca i proprietari hanno incassato 1,2 milioni di euro in totale. Il nostro programma è invece quello di risparmiare le somme da destinare per gli affitti di quegli ambienti e metterle a disposizione del settore scuola».

Quello che manca, secondo Bucci e Loiodice, sono «i gravi motivi» per cui autorizzare il recesso anticipato: sarà motivo di un ennesimo contenzioso con i proprietari che già hanno reso nota la loro posizione? «Speriamo in una risoluzione bonaria con i proprietari: le indicazioni Regionali invitano a ridurre il più possibile le spese di affitto ed a sfruttare al massimo gli spazi di proprietà comunale» ha concluso Mazzilli.


Il video integrale della discussione

Lascia il tuo commento
commenti