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Corato - domenica 13 novembre 2016 Politica

Una serata a base di dolci, musica e idee in comune

“Così, no”. Oggi la festa di inaugurazione del comitato referendario

Alle 19.30 in via Roma 100

Alle 19.30 in via Roma 100 © n.c.
di La Redazione

Il Comitato per il No di Corato ha scelto una serata a base di dolci, musica e idee in comune per inaugurare la sua sede, in via Roma 100. L'appuntamento è per oggi alle 19.30.

ll Comitato, aperto a tutti i cittadini che «ritengono che la Costituzione Italiana sia da attuare e non da demolire» si legge sulla bacheca facebook del movimento.

«Il nostro - scrivono - è un comitato della società civile che ha messo insieme persone, storie, volti, esperienze e forze politiche differenti per tutelare la Costituzione rispetto ad una riforma ritenuta profondamente sbagliata e lesiva dei diritti dei cittadini e dei territori. La grande convergenza che si è realizzata si ispira allo spirito della Costituente segnato da dialogo e capacità di collaborazione al di là delle rispettive differenze».

Chiaro l’obiettivo: «far sì che i cittadini chiamati a esprimersi sulla riforma costituzionale varata dal governo Renzi possano avere piena consapevolezza del loro compito. Si tratta di scrivere il futuro del Paese, non quello di un politico».

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8 Commenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 13 novembre 2016 alle 17:03 :
    Da laureato trentennale in Politica (anche se ora, dall’avvento, dal 1999, delle lauree triennali, mi vanto solo della mia quinta elementare conseguita a Milano nel 1958), dico ai fautori del "si" e del "no": ma l’avete mai letta la Costituzione, per giustificare il vostro caldeggiarla o il vostro denigrarla?
    Maria D’Introno ha scritto il 13 novembre 2016 alle 20:24 :
    Da persona che conosce alcuni ( si fa per dire) sostenitori del no e alcuni sostenitori del si, posso dirLe che si tratta di individui che non solo conoscono la costituzione, ma stanno cercando di realizzare un dibattito che espliciti le ragioni del si e del no.Questa gente almeno non si lascia travolgere da un qualunquismo tanto facile quanto sterile.Posso dirLe inoltre, io che le elementari le ho iniziate un po’ di tempo dopo di Lei,che la mia esperienza nella scuola è stata esaltante,non ho avuto professori ma maestri di vita, posso dirLe che, pur nelle grandi difficoltà nelle quali siamo costretti a lavorare, oggi,da professoressa mi sforzo, e con me tutti i miei colleghi, di lavorare con ragazzi NON con Alunni, di capire le loro esigenze, le loro problematiche, MAI sono stati né saranno considerati "vasi da riempire di nozioni"!!!Orgogliosa di lavorare nella scuola, nella MIA scuola
  • disco disco ha scritto il 14 novembre 2016 alle 09:58 :
    commenti auto-celebrativi inutili
    Maria D’introno ha scritto il 14 novembre 2016 alle 12:27 :
    Cosa c’è di autocelebrativo nel commento? ho avuto la fortuna di conoscere in qualità di professori Cataldo Leone e Felice Tarantini, sfido chiunque ad affermare che siano stati poco meno che straordinarie ed uniche personalità. Io non uso pseudonimi! Troppo facile criticare ed annientare senza conoscere o provare a costruire.non accetterò mai da nessuno commenti che denigrino la scuola e gli sforzi che si compiono ogni giorno per operare al meglio, soprattutto se questiprovengono da chi della suola sa ben poco!
  • salvatore di gennaro ha scritto il 14 novembre 2016 alle 14:27 :
    ...un dibattito che espliciti le ragioni del "si" e del "no": con chi, fra chi? Tra di voi? O vi è la speranza di voler indottrinare coloro (quei tantissimi, cioè, che non hanno mai letto una pagina della Costituzione) che si disinteressano totalmente della cosa e che, per questo loro libero atteggiamento del quale vanno anche "fieri", andrebbero rispettati e lasciati in pace? Poi, il "si" viene proposto da un fiorentino mentre il "no", da due milanesi e un genovese: e lei, da, penso, meridionale, che apporto ha dato a tale diatriba, per la quale si infervora tanto? La scuola maestra di vita? Ammiro la sua buona volontà e il suo entusiasmo personale. Ma, guardandomi intorno, mi limito ad apprezzare lei. Una curiosità: dove insegna?
    Alfredo Bernocco ha scritto il 14 novembre 2016 alle 17:49 :
    Carissimo Salvatore, senza dare giudizi su quello che scrivi a proposito del si e del no, voglio solo dirti che stare sulla "torre d’avorio" non si esprime al meglio il proprio senso civico. Intervieni anche tu nell’ "arena" e dai il tuo personale contributo che sarà senz’altro utile a chiarire le ragioni del referendum, che come cittadini, siamo chiamati a votare. Con stima, Alfredo.
  • salvatore di gennaro ha scritto il 14 novembre 2016 alle 18:47 :
    Felice Tarantini è stato mio compagno di scuola, oltre che carissimo amico: frequentammo, dal 1961 al 1966 (quando ci siamo diplomati), il ginnasio-liceo insieme. Abbiamo avuto la stessa formazione. Non è vero che so "ben poco della scuola": come "docente" dell’Università della terza età sono stato inviato, su richiesta di un dirigente di scuola media, ad insegnare, di pomeriggio, tutte le materie. Dopo aver notato la non eccessiva educazione dei ragazzi, suggerii ai professori di sacrificare, ognuno, cinque minuti della propria lezione per impartire "pillole" di buon vivere. Mi fu risposto: "non facciamo in tempo a finire il programma, figuriamoci se possiamo insegnare anche l’educazione" Cercai allora di farlo io, per quello che potevo. Complimenti comunque, per la passione che esprimi nella tua professione. Spero che riesca a creare molti emuli. Sempre nel ricordo del grande Felice.
  • salvatore di gennaro ha scritto il 15 novembre 2016 alle 04:32 :
    Caro Alfredo, se mi onori della lettura dei miei commenti, avrai notato la mia spasmodica ricerca del desiderio che il sud si impegni direttamente nell’agone politico, esprimendo movimenti o personaggi di rilievo nazionale tutti suoi. Nessuno mi segue in questo progetto, né posso attuarlo da solo. Quale arena è quella dove si va a rimorchio passivo di altri? E ci si compiace di farlo? Non è un allevamento di tori da combattimento, ma un’aia di capponi, nella quale io non mi ritrovo. E se continuo a commentare, è perché mi illudo che le nuove generazioni prendano coscienza del loro ruolo da protagoniste e non da comparse, nel sud. Ma questa "sacra esortazione", oltre a me, chi altro la fa e dove altro si fa? Dove si dialoga più, a tavola, con i figli, tutti ormai vittime silenziose della televisione o dei tablet? Ecco il motivo della mia acre delusione. Cordialmente. Salvatore
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