di Giuseppe Di Bisceglie
«Le Primarie non sono un metodo sicuro di scelta del candidato giusto».
E' questo il sunto di una nota diramata dal Consigliere Comunale Giuseppe D'Introno (Pdl) all'indomani delle votazioni che hanno incoronato Vendola a candidato alla presidenza della Regione Puglia per il centrosinistra.
La domenica delle primarie si è rivelata anche una giornata del test per il Consigliere che, accompagnato da Salvatore Balducci, dirigente del movimento giovanile “Giovane Italia” , ha girato per Barletta, Trani e Ruvo di Puglia, esprimendo il suo voto in ciascuno di questi seggi.
«Per chi pensava alle primarie come al metodo più sicuro per scegliere il candidato giusto per la presidenza della Regione Puglia deve ricredersi», ha raccontato D'Introno.
Ieri abbiamo sperimentato in prima persona come le primarie pugliesi possono essere stravolte in maniera molto semplice.
Ci siamo recati in tre seggi di tre città pugliesi vicine (ma diversa dalla nostra) e abbiamo potuto tranquillamente votare senza che nessuno eccepisse nulla.
Nell'ordine siamo stati al seggio di Trani in Via Mario Pagano dove abbiamo votato per Vendola, nel seggio di Ruvo di Puglia in Corso Cavour dove abbiamo espresso il voto per Boccia e al seggio di Barletta presso l'ex chiesa di Sant'Antonio dove abbiamo espresso voto nullo.
Nessuno ha controllato se veramente risiedevamo in quelle città, ma in tutti i seggi ci hanno consentito di votare senza crearci problemi e senza controllare veramente se le informazioni date fossero veritiere», si legge ancora nella nota.
«Tutto questo può far comprendere come le elezioni primarie possono essere manipolate e gestite in maniera semplicissima, senza grandi astuzie.
Attraverso il nostro voto (2 a favore di Boccia, 2 a favore di Vendola e 2 nulli) non abbiamo voluto propendere per nessuno dei candidati, ma il nostro obiettivo è stato quello di far capire quanto semplice è falsare una votazione del genere.
Per far questo ci siamo recati ai seggi in prima persona (un consigliere comunale del PdL e un dirigente del partito), per evitare che qualcuno potesse poi eccepire sul fatto che si fossero presentati dei cittadini qualsiasi non conosciuti da nessuno.
Se già noi abbiamo potuto votare per 6 volte senza nessun impedimento - ha concluso D'Introno - non vogliamo immaginare cosa sarà successo veramente».