di La Redazione
Chiede il “pizzo” per restituire l’auto rubata poco prima: per questo il 30enne F.D., è finito nella rete tesa dei Carabinieri, che lo hanno arrestato con l’accusa di tentata estorsione, concorso in rapina aggravata e lesioni personali.
Tutto ha avuto inizio nella mattina di martedì 3 scorso in via Pisani ad Andria. Un 30enne, appena risalito sulla propria autovettura per recarsi al lavoro, dopo aver chiuso il portone del proprio garage, è stato aggredito e malmenato da un individuo sbucato all’improvviso, che gli ha impedito di chiudere lo sportello e lo ha scaraventato giù dal mezzo.
Quindi, il rapinatore, messosi alla guida, è fuggito a velocità sostenuta, rischiando di travolgere il derubato, facendo così perdere le proprie tracce.
Durante la permanenza in caserma per denunciare il furto, il malcapitato è stato raggiunto da un congiunto che gli ha riferito di essere stato contattato da uno sconosciuto, il quale, utilizzando il telefono della vittima lasciato sul mezzo, gli aveva chiesto duemila euro per la restituzione del veicolo appena rubato. A distanza di pochi minuti, la vittima è stata contattata direttamente dal malfattore.
A questo punto, fingendosi un parente, un carabiniere si è intromesso nella comunicazione, avviando una “trattativa” per la riconsegna definendo il “prezzo” e il luogo dell’incontro. Organizzata la “trappola”, i carabinieri del Nucleo Operativo di Andria hanno atteso il puntuale arrivo dell’estortore.
Un militare, dopo un cenno d’intesa, si è avvicinato al 30enne. Prima di cedere il denaro, il carabiniere ha chiesto di vedere l’auto, ma l’aguzzino ha riferito di non sapere nulla, poiché era stato incaricato da terze persone soltanto per riscuotere il denaro.
Ritenuta poco credibile la giustificazione, i militari sono usciti allo scoperto e hanno proceduto al controllo del giovane. Sul suo telefonino gli operanti hanno riscontrato la prima telefonata estorsiva diretta al cellulare del congiunto della vittima e anche le altre relative alla trattativa avvenuta con il militare.
Dinanzi all’evidenza, il 30enne non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità e permettere ai carabinieri di recuperare il veicolo, parcheggiato in una strada del comune di Corato.
Restituita la refurtiva all’incredulo malcapitato, i militari hanno poi condotto l’arrestato presso la casa circondariale di Trani. La vittima, invece, soccorsa presso il locale ospedale, ha riportato escoriazioni multiple e contusioni agli arti, giudicate guaribili in una quindicina di giorni.