di Marzia Ferrante
Tra circa otto mesi, se non prima, cominceranno i lavori di abbattimento e spostamento dell’elettrodotto che sorvola via Prenestina e via Massarenti, a conclusione di una battaglia che si è protratta per anni, portata avanti in particolare dal Comitato cittadino che rappresenta i residenti della zona interessata e dal Circolo coratino di Legambiente.
Secondo gli accordi firmati tra il Comune di Corato e la società Terna S.p.a., responsabile e finanziatrice del progetto di spostamento, entro il 31 dicembre 2010 l’elettrodotto sarà smantellato e trasferito lontano dall'abitato, poche centinaia di metri in linea d’aria dopo la rotonda di Via Castel del Monte, in un zona cosiddetta "cuscinetto" o "di rispetto", dove «nessuna abitazione è presente e dove a nessuno sarà mai consentito costruire», come ha affermato il Sindaco Perrone a commento della firma del protocollo d’intesa.
Tuttavia, se da un lato c’è chi esulta ed esprime piena soddisfazione per questo risultato, c’è anche chi solleva nuovi dubbi e preoccupazioni, soprattutto in virtù del fatto che la sua abitazione è situata proprio in questa nuova zona, a pochi metri da quella dalla fascia in cui dovrebbe essere impiantata la linea del nuovo elettrodotto.
Cataldo Lotito è infatti proprietario di una di quelle particelle che verranno coinvolte nella costruzione del nuovo impianto elettrico e che sono state elencate nell’avviso pubblico reso noto dall’Enel Terna e pubblicato, tra l’altro, sul quotidiano La Repubblica il 15 ottobre scorso.
In una di queste particelle il signor Lotito risiede stabilmente con la sua famiglia. Ma non è il solo.
«Desidero congratularmi con l'amministrazione di Corato per l'accordo preso in merito allo spostamento dell'elettrodotto sito in via Prenestina - ci ha raccontato Cataldo Lotito - perchè porterà a Corato una concreta miglioria sia sul piano paesaggistico che su quello strettamente ambientale a tutela della salute pubblica, senza peraltro incidere sulle finanze comunali.
Auspico tuttavia che ci sia, da parte dell'amministrazione e degli uffici preposti alla verifica della fattibilità del progetto proposto da Terna spa, una attenta valutazione delle situazioni residenziali già presenti da tempo e che da questo progetto sarebbero fortemente influenzate, essendo le stesse ubicate ad una distanza di 20/30 metri dai tralicci e dalle linee stesse, fatto suppongo non previsto né voluto dall'amministrazione stessa, che ha prestato anzi tanta attenzione alla rivalutazione ambientale, la quale come ovvio deve riguardare con uguale misura tutti.
La zona così detta "cuscinetto" però ha, ad un certo punto del suo percorso, una strozzatura di circa 90 metri all'interno dei quali sono presenti abitazioni e piante di oltre 50 anni.
E’ evidente una svista da parte di chi ha progettato l'opera e resto in fiduciosa attesa di un riscontro migliorativo della particolare situazione. Sono certo che nessuno dei firmatari dell'accordo con la Terna spa avesse in animo di spostare problemi sulla testa di altri, ma la contrario avessero la ferma volontà di risolvere una volta per tutte e senza danno pernessuno un problema posto da anni».
Il dubbio sollevato dal Signor Lotito è quindi legittimo e frutto di una normale apprensione, la stessa che ha animato per tutti questi anni gli abitanti di via Prenestina e di via Massarenti, inducendoli a portare avanti la loro battaglia per abbattere la struttura che sovrasta le loro teste.
Perché se è vero che la questione della pericolosità dell’elettromagnetismo e dei suoi effetti sulla salute è piuttosto controversa, dal momento che non esistono studi scientifici che dimostrano con precisione e in modo conclusivo gli effetti a lungo termine dell’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici, tuttavia è anche vero che non si può neanche affermare con certezza il contrario.
Inoltre anche se, da quanto affermato dallo stesso Ministro dell’Ambiente nell’aprile 2007 su esplicita richiesta dell’Amministrazione Comunale, le emissioni dell’elettrodotto esistente non superino la soglia minima di attenzione che viene indicata nel quadro normativo italiano e comunitario, tuttavia anche riguardo a tali valori la questione è piuttosto dibattuta.
«Sono a disposizione di chiunque voglia prendere visione della reale situazione visionando i luoghi interessati al problema», ha concluso Cataldo Lotito, sperando di avere risposte esaurienti in merito ad un timore assolutamente comprensibile e che farebbe trovare lui ed i residenti della zona nella stessa situazione di potenziale pericolo che più di tremila cittadini hanno combattuto in questi anni.