di La Redazione
Torniamo a parlare del Maestro Domenico Molinini, del quale abbiamo recentemente riferito in merito alla presentazione della terza edizione del suo volume Musica Nuova, Elementi di Teoria musicale & dintorni, avvenuta il 16 settembre nell’ambito della decima edizione del Festival Mousiké in collaborazione con L’Ente Fiera del Levante.
Questa volta ci occupiamo del nostro concittadino per annunciare la prima esecuzione assoluta delle sue Liriche su Federico García Lorca, opera che ha composto per voce di soprano, contralto e pianoforte nel periodo 2006-2007, e che è stata pubblicata dalla Papageno Edizioni nel 2008 (e della quale sta terminando l’orchestrazione).
L’evento, che si articola in due giorni, è inserito nel calendario della V edizione del Festival di musica contemporanea UrtiCanti che si svolge a Bari dal 13 al 24 ottobre 2009.
Martedì 13 ottobre alle 18,30, presso Casa Giannini, c’è la presentazione pubblica delle Liriche, nel corso della quale sarà eseguita La Luna asoma. La lirica fa parte della raccolta Canciones de luna, a sua volta contenuta nella più vasta raccolta Canciones (che Lorca scrisse tra il 1921 e il 1924). Assieme a Cautiva e Madrigalillo, La Luna asoma costituisce una prima parte dello spartito che Domenico Molinini ha composto per voce di soprano e pianoforte.
Mercoledì 14 ottobre, alle 20,30, presso l’Auditorium Vallisa, preceduta dalla lettura dei testi a cura di Rocco Capri Chiumarulo, c’è l’esecuzione del Llanto por Ignacio Sánchez Mejías, per voce di soprano, contralto e pianoforte.
Lorca scrisse il Llanto poco dopo la tragica morte del suo amico, grande torero e letterato, avvenuta l'anno precedente. L'elegia riscosse fin da subito i consensi unanimi del pubblico e della critica per la sua potente drammaticità, per l'intensità plastica e pittorica delle immagini, nonchè per la straordinaria, commovente, verità umana.
Le batture iniziali de La cogida y la muerte, reiterate fino alla fine della lirica hanno fatto diventare A las cinco de la tarde un termine comune a tutte le latitudini e dovunque indicante la freddezza cieca del destino.
Il celebre polittico è diviso in quattro grandi affreschi:
La cogida y la muerte, dove drammaticamente si rievoca il momento fatale a Ignazio e l'ossessiva ripetizione del verso a las cinco de la tarde (alle cinque della sera) scandisce angosciosamente l'ora in cui ne avvenne la morte; La sangre derramada, in cui aleggia il senso d'orrore che il poeta prova nel vedere il sangue dell'amico e l'incapacità di accettare lo scempio del suo corpo; Cuerpo presente, lunga meditazione sulla morte, che si conclude con le dolcissime parole: Va', Ignazio, dormi, vola, riposa: dorme anche il mare!; Alma ausente, contemplazione della morte e triste constatazione che tutto finisce sulla terra e tutto ciò che è stato è annullato: ma il canto del poeta si innalza, Pero yo te canto, a esaltare quei valori umani di bellezza, grazia, nobiltà, intelligenza, forza, coraggio che in Ignazio hanno avuto tanto splendore, sicuro che ci vorrà ancora molto tempo prima che nasca un andaluso così puro, così ricco di avventura.
Nel 1936, poco prima dello scoppio della guerra civile, García Lorca redige e firma, assieme a Rafael Alberti (altro esimio poeta) e altri 300 intellettuali spagnoli, un manifesto d'appoggio al Frente Popular, che appare sul giornale comunista Mundo Obrero il 15 febbraio, un giorno prima delle elezioni vinte per un soffio dalla sinistra.
Il 17 luglio 1936 scoppia l'insurrezione militare contro il governo della Repubblica: inizia la guerra civile spagnola. Il 19 agosto Federico García Lorca, che si era nascosto a Granada presso alcuni amici, viene trovato, rapito e portato a Viznar, dove, a pochi passi da una fontana conosciuta come la Fontana delle Lacrime, viene brutalmente assassinato.
Sulla sua morte Pablo Neruda così scrive: L'assassinio di Federico fu per me l'avvenimento più doloroso di un lungo combattimento. La Spagna è sempre stata un campo di gladiatori; una terra con molto sangue. L'arena, con il suo sacrificio e la sua crudele eleganza, ripete l'antica lotta mortale fra l'ombra e la luce.