Attualità
29 luglio 2010

Un’azienda coratina sfida la crisi. La MBL Solution inaugura la nuova sede

di Marzia Ferrante

In un periodo così arduo per le aziende italiane data la difficile situazione economica che stiamo attraversando, anche i piccoli traguardi di un’impresa fanno notizia, soprattutto se l’impresa in questione si trova proprio nella nostra città.
Domenica scorsa ha infatti inaugurato il suo nuovo opificio la MBL Solution, società coratina di engineering che progetta e produce macchine speciali e innovative per le aziende, inaugurazione che è stata anche occasione per festeggiare il quinto anniversario della nascita della azienda.
Cinque anni di crescita, ampliamento e di cambiamenti che hanno portato oggi la MBL Solution ad essere in controtendenza nel panorama italiano delle piccole e medie imprese. E ce l’ha confermato anche Daniela Maggiulli, amministratrice dell’azienda.

Dottoressa Maggiulli, qual è il bilancio di questi cinque anni trascorsi da quando ha fondato assieme ai suoi soci la MBL Solution?

Il bilancio che posso fare di questi cinque anni è senz’altro positivo. Sono orgogliosa di essere tra i soci fondatori di questa azienda, che mi ha dato davvero tante soddisfazioni. Siamo partiti dal piccolo, in poche persone e con delle idee. Ci siamo confrontati col mercato per cercare le soluzioni migliori. Superare lo start up è stato il primo vero successo. E il fatto che oggi in questa difficilissima situazione economica la MBL sia ancora viva, è un altro grande risultato. Oggi inauguriamo con soddisfazione la nuova sede, più grande delle precedenti e più adeguata alla nostre esigenze di spazio e logistica, e predisposta anche ad ulteriori ampliamenti.

Come sta affrontando la crisi la vostra azienda?

La crisi ci ha fatto venire ancora più voglia di investire e di creare, senza tagli o licenziamenti, anzi negli ultimi anni ci sono state anche nuove assunzioni. Il nostro personale è molto giovane (età media 35 anni circa) e altamente specializzato, costituito per lo più da ingegneri meccanici ed elettronici. Non c’è manovalanza, neanche nell’officina. La ricerca continua che è alla base del nostro operato ci ha portato in questi anni a rivedere un po’ la nostra identità in quanto eravamo partiti puntando su dei sofisticati macchinari a microonde, utilizzati per la disinfestazione dai tarli dei mobili antichi anche di grandi dimensioni. Si trattava però di un mercato troppo marginale e in saturazione, pertanto abbiamo avuto la capacità di reinventarci passando dalle microonde alla robotica e alla meccatronica (applicazione dell’elettronica alle lavorazioni meccaniche) e puntando sui mercati emergenti delle energie rinnovabili (fotovoltaica e solare). Infatti al momento la nostra officina ospita l’ultima nata nella MBL e cioè una linea di produzione di pannelli fotovoltaici completamente automatizzata.

A parlarci della linea interviene l’Ing. Luigi Maldera, amministratore e direttore generale della MBL Solution.

Si trattata di un impianto unico al mondo, di nostro marchio, che abbiamo progettato, realizzato e collaudato nella nostra azienda su commissione di un’azienda di Milano. La linea è finalizzata alla produzione di pannelli fotovoltaici speciali adatti a latitudini africane, che producono 40 megawatt di corrente annua. Tali pannelli sono stati ideati da un inventore milanese e sotto sue specifiche abbiamo realizzato l’impianto, costituito da 7 robot antropomorfi capaci di lavorare sotto il controllo di soli tre supervisori, e che grazie a sistemi ad altissima tecnologia (software specifici da noi sviluppati, lettori laser e ottici, ecc) esegue tutto il processo di realizzazione dei pannelli, dall’assemblaggio, al collaudo e all’imballaggio. Per questo impianto, oltre all’azienda committente, siamo già in trattative con altre aziende della Svizzera e del Nord Africa.

Dottoressa Maggiulli, ha invece qualche rammarico riguardo a questi anni?

Non posso definirlo un vero e proprio rammarico, ma ho un po’ di dispiacere nel fatto che ci sia poca collaborazione con gli imprenditori e le aziende locali, c’è poca capacità di creare sistema e realizzare consorzi, il che sarebbe anche un ottimo modo per affrontare meglio e insieme la crisi. Paradossalmente quindi siamo molto più conosciuti fuori Corato. Tuttavia noi della MBL siamo molto legati al nostro territorio. Sia come fondatori che come dipendenti siamo per la metà coratini e per l’altra metà comunque pugliesi. Avremmo potuto benissimo trasferirci con la nostra azienda a nord, in poli industriali più sviluppati. Avremmo avuto sicuramente più possibilità e meno problemi di logistica, dato che il sistema dei collegamenti qui al sud è molto carente. Ma nonostante tutto amiamo Corato e la Puglia, crediamo davvero che essa offra delle possibilità e che possiamo continuare a crescere anche restando qui.

E con quali scelte strategiche?

Innanzitutto cogliendo gli aspetti positivi della nostra realtà, pur nei suoi limiti. Ad esempio uno dei problemi della realtà economica meridionale è che è costituita soprattutto da PMI (piccole e medie imprese), che soprattutto in momenti come questi hanno grandi difficoltà nell’affrontare il mercato, nel confrontarsi con competitor più grandi e nell’offrire prodotti competitivi. Tuttavia essere una PMI, come lo siamo noi, può essere anche vantaggioso, perché un’azienda con poche persone, sia come amministratori che come dipendenti, può essere più flessibile, più capace di adattarsi, di cambiare e quindi di resistere. Ed è quello che stiamo facendo.
Inoltre posso dire che un’altra nostra scelta strategica è quella di puntare molto sul nostro marchio e sull’immagine aziendale. Il rapporto con le aziende di Confindustria, di cui anche la MBL Solution fa parte, è molto costruttivo e formativo in tal senso. Attraverso il confronto con colleghi di aziende spesso anche centenarie abbiamo avuto la possibilità di captare i segreti per il successo, ma anche di riflettere sugli errori degli altri. Infatti credo che uno dei problemi principali delle aziende Pugliesi, sia quello di puntare poco sul proprio marchio. La tendenza principale è quella di fare da terzisti e non avere una propria immagine aziendale. In questo modo si è più deboli, perché si dipende troppo dalle aziende committenti, precipitando con loro in caso di crollo, e si è più soggetti alla concorrenza di produttori stranieri che forniscono lo stesso prodotto a prezzi inferiori. Invece la nostra azienda ha da subito deciso di puntare su prodotti tecnologici esclusivi, col nostro marchio, rafforzando la nostra immagine attraverso operazioni di comunicazione mirata (internet, riviste specializzate, eventi, ecc.). E la risposta che abbiamo avuto è senz’altro positiva.

Quali sono invece le prospettive per il futuro?
Posso anticipare che stiamo portando avanti un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Puglia, che porterà alla realizzazione di un prototipo di macchina su cui però al momento non posso dire niente. Inoltre continuiamo a puntare su altri nostri prodotti ormai collaudati che riusciamo a vendere con soddisfazione, come le macchine per pallettizzare qualunque tipo di prodotto. Insomma una serie di progetti poi che mi rendono comunque ottimista.

E le premesse e le qualità per esserlo ci sono tutte. In bocca al lupo!

5 commenti per questo articolo
postato da ilbravo
31 luglio 2010 @ 10.36
Alla cortese attenzione della Dottoressa Maggiulli. Probabilmente le aziede locali collaborano poco con voi perchè voi siete i primi a non collaborare con le stesse... dove reperite le materie prime ? e allora di cosa stiamo parlando?
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postato da MIKY72
30 luglio 2010 @ 09.56
Congratulazioni! Ragazzi un consiglio: avanti tutta da soli... Tanto a Corato si sa come funziona: amici di amici, compari di compari, ecc.. sia imprenditoriale che politico. Eppure c'è QUALCUNO che parla di Corato come città all'avanguardia. Forse è meglio parlare di Corato come paesino... gli anziani avevano ragione nel dire: "meglio soli che male accompagnati" Se avete lavoro fuori Corato, continuate in questa strada: verrete più apprezzati e rispettati.. In Bocca al Lupo e Auguri!
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postato da nux73
30 luglio 2010 @ 09.14
L'A.I.C. è presa da convegni, è già troppo impegnata.....c stam frcat!!!
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