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Corato - venerdì 08 novembre 2013 Cronaca

La scoperta risale a fine agosto, ma per ragioni burocratiche è trapelata solo oggi

Sei corpi del 1700 ritrovati sotto il pavimento dell’oratorio di San Domenico. Le immagini

Si tratta di quattro adulti e due bambini, quasi certamente precedenti al 1800 e sepolti all’interno di un'antica cisterna. Ritrovate anche ossa sparse ed alcuni oggetti metallici

Le immagini degli scavi © Soprintendenza per i beni archelogici della Puglia - Girolamo Aliberti
di Marianna Lotito

I resti di antiche sepolture sono state ritrovati sotto il pavimento dell’oratorio della parrocchia San Domenico. Si tratta di sei corpi, quattro adulti e due bambini, quasi certamente precedenti al 1800 e sepolti all’interno di un'antica cisterna. La scoperta risale a fine agosto, ma per ragioni burocratiche è trapelata solo oggi.

Gli scavi sono stati effettuati fino alla metà di settembre dall'archeologa Serena Petrone, sotto la direzione del funzionario Daniela Tansella, per conto della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia.

«Come spesso accade - spiega Serena Petrone - si tratta di una scoperta fatta per casoLe maestranze stavano procedendo con l’ordinaria manutenzione di due locali che si affacciano su via Monte Carso. Dopo la rimozione del pavimento sono state ritrovate alcune chianche. Scavando per altri 15-20 centimetri sono poi riaffiorati i primi resti ed è stata immediatamente allertata la soprintendenza. 

Da quel momento mi hanno incaricata di proseguire gli scavi: abbiamo raggiunto una quota di circa 2,5 metri. È stato un lavoro di scavo costato sudore e fatica fisica e vorrei ringraziare chi mi ha aiutato fattivamente, come Giuseppe Zaza, Fausta Lastella, Davide Labartino e Girolamo Aliberti».

La disposizione dei corpi consente di avanzare delle ipotesi sulla storia di queste sepolture.

«I corpi erano ad una distanza media di 30 centimetri: potrebbero essere stati sepolti uno sull’altro, più o meno nello stesso periodo. Si può pensare che siano morti a distanza di poco tempo, forse anche a causa di una epidemia. Siamo in grado di contare quattro cadaveri di adulti e due di bambini, interamente conservati e tutti nella stessa posizione, con le braccia piegate sul petto.

Inoltre sono state ritrovate molte ossa sparse, dei chiodi e due oggetti metallici. Questi ultimi potranno essere molto preziosi per la datazione dei resti. Uno di essi è un semplice cerchietto metallico, della misura di un anello. L’altro reperto potrebbe essere una medaglietta o una moneta: dobbiamo aspettare di vederla ripulita per poterla analizzare e perché possa raccontarci qualcosa in più. I chiodi invece potrebbero appartenere alle bare di cui il legno ovviamente è ormai decomposto. Purtroppo non sono stati trovati corredi funerari».

Di particolare interesse è la struttura muraria tornata alla luce con gli scavi.

«Quasi certamente si tratta di un pozzo, di una cisterna. Si può avvallare questa ipotesi in base al fatto che le pareti sono foderate di malta, un materiale impermeabile, e il diametro misura circa quattro metri. Possiamo dire con certezza che il pozzo è parecchio più antico delle sepolture, che è stato riempito di terra e poi usato per i defunti, come fossa comune».

In ogni caso si tratta di una costruzione esterna alla struttura originaria della chiesa di San Domenico.

«Sebbene non ci siano dei documenti che tracciano con precisione il perimetro dell’edificio originale della chiesa, è certo che essa si trovi in asse con la navata centrale della chiesa. Per definire una datazione precisa della cisterna sarebbe auspicabile un lavoro di equipe con un architetto ed uno storico».

Per capire invece la data delle sepolture, il riferimento principale è l’editto di Saint Cloud emanato da Napoleone nel 1804.

«L'editto stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine - spiega ancora la Petrone - perciò possiamo dire con poco timore di sbagliare che i corpi ritrovati sono come minimo della fine del settecento. Però non si può escludere che risalgano ad un periodo ancora precedente. Speriamo che la medaglietta/monetina possa darci questa risposta».

«Speravo che la struttura tornata alla luce fosse di un’antica chiesa, invece pare si tratti di un pozzo adibito poi a luogo di sepoltura. Non possiamo ancora essere completi nella descrizione di ciò che è stato ritrovato, ad esprimersi deve essere la soprintendenza. Abbiamo dato comunicazione anche alla diocesi e ora attendiamo di poter riprendere i lavori di ristrutturazione».

Appena saranno concluse le operazioni burocratiche di competenza della soprintendenza, il locale verrà risanato e ripavimentato.

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7 Commenti
  • Pina Lobascio ha scritto il 08 novembre 2013 alle 08:05 :
    Che meraviglia!
  • G M ha scritto il 08 novembre 2013 alle 09:17 :
    Ma dopo i lavori di ristruttrazione il pozzo cisterna viene coperto nuovamente?
  • Gengi Scanner ha scritto il 08 novembre 2013 alle 16:39 :
    Ritrovate 4 delle 13 mummie del centro destra! Si erano nascosti ben bene ma evidentemente il padroncino è riuscito a trovarli!!!
  • Vito Ginestra ha scritto il 08 novembre 2013 alle 18:45 :
    "Gengi Scanner" la tua idiozia è totalmente fuori luogo in questo articolo.
  • Sceriffo62 Sceriffo 62 ha scritto il 08 novembre 2013 alle 22:26 :
    X il post n 3,sei patetico e dimostri tutta l’ignoranza e lottusita che regna in coloro che odiano l’avversario politico, confondendo il sacro con il profano. Un bravi agli archeologici che hanno lavorato e faticato tanto, alla fine il vostro duro lavoro è stato gratificato egregiamente da una scoperta straordinaria. BRAVI, BRAVI. A proposito non curativi di certi commenti, perché la mamma degli imbecilli è sempre incinta
  • Pasquale Tandoi ha scritto il 09 novembre 2013 alle 07:13 :
    Una precisazione sulle sepolture a Corato nel 1800. Nel mio libro sulle epidemie a Corato, ho dedicato molte pagine (172-184) alla storia della costruzione di un camposanto (come si diceva allora) nella nostra città. L’editto di Saint Cloud fu esteso all’Italia meridionale, sotto il re Giuseppe Bonaparte, il 5 settembre 1806. Ma passarono tanti anni ancora, tra iter burocratici, scelte del sito e opposizioni dei proprietari dei terreni, prima che il cimitero fosse costruito. Almeno sino al 1854 i morti continuarono ad essere seppelliti nelle chiese, poi quell’anno scoppiò l’ennesima epidemia di colera e si cominciò a utilizzare quei pochi sepolcri che nel frattempo erano stati costruiti al cimitero. Sono a disposizione per ulteriori informazioni e complimenti per l’importante scoperta.
  • cnammascisciamaninn cnanammascinansimscenn ha scritto il 11 novembre 2013 alle 18:24 :
    se non erro anche quando fu ristrutturata la chiesa, sotto la pavimentazione furono ritrovati resti umani!così riferivano alcune maestranze all’opera...non credo se ne parlò...o sbaglio?
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