Trova casa a Corato uno dei beagle salvati dal lager di “Green Hill”
CoratoLive.it
Ha trovato proprio qui, a Corato, una famiglia disposta ad accudirlo e coccolarlo, cercando di fargli dimenticare la brutta esperienza che ha vissuto rinchiuso per un anno nel “lager” di Green Hill, destinato alla vivisezione e alla sperimentazione scientifica.
Ray, questo il nome del cucciolo, è uno dei 2500 beagle che grazie all’”Operazione Sos Green Hill” promossa da Legambiente, Lav e numerose altre associazioni, stanno trovato famiglie disposte ad adottarli.
Il coratino Vincenzo Leo è l’unico in Puglia e l’unico in del Sud Italia ad aver ottenuto l’affido: tutti gli altri cani sono stati accolti da famiglie che vivono da Roma in su, soprattutto nel bresciano.
La vicenda è nota, aveva fatto scalpore e aveva indignato tutti gli amanti degli animali, soprattutto dopo che le telecamere di Striscia La Notizia avevano mostrato le condizioni scandalose in cui erano rinchiusi e tenuti nell’allevamento Green Hill di Montichiari (Bs) circa 2.500 beagle, ammassati in gabbie e impossibilitati a muoversi, tristemente destinati a fare da cavie per la sperimentazione. A luglio scorso la notizia, tanto attesa e rivendicata, della loro liberazione grazie a un blitz del Corpo forestale dello Stato e della Digos della questura di Brescia.
Poi a luglio stesso è cominciata la campagna di adozioni “Operazione Sos Green Hill”ed è stata subito un successo. Qualche giorno fa Legambiente e Lav, custodi giudiziari dei cani, hanno reso noto che già 2.115 sono i beagle che sono stati dati in affidamento e hanno trovato casa: restano ormai solo 59 mamme con cuccioli che, per problemi di salute, usciranno nei prossimi giorni per trovare sicuramente chi possa dare loro quell’affetto che erano destinati a non ricevere mai.
Anche Ray adesso è circondato solo da persone che gli vogliono bene e sembra già aver dimenticato il suo primo anno di vita vissuto nella prigione di Montichiari. È arrivato a Corato martedì scorso. Vincenzo è andato a Roma con un amico alla sede della Legambiente, “armato” di gabbietta, per prelevarlo dopo aver appreso con gioia che era stata accettare la richiesta di affido: «Quando ho saputo dell’operazione promossa da Legambiente, ho subito fatto domanda, anche perché avevo i requisiti richiesti per l’affido: una campagna e un altro cane docile che potesse fargli compagnia oltre che insegnarli a fare il cane!».
Infatti i beagle di Green Hill si può dire che non fossero cani: non potevano correre, non potevano giocare, non avevano le carezze di nessuno. Per “colpa” del carattere mite e docile, questa razza è molto richiesta dalle case farmaceutiche e dalle università per essere utilizzati come cavie da laboratorio: i laboratori di mezza Europa, fatture alla mano, l’anno scorso hanno comprato centinaia di beagle dall’allevamento di Montichiari.
Per fortuna non è il caso di Ray, che ora sta cominciando piano piano a vivere come dovrebbe fare un cane.
«Quando sono arrivato alla sede della Legambiente – continua Vincenzo - dovevo scegliere tra 10 beagle. Ma non c’è stato bisogno, è stato lui che ha scelto me! È stato il primo che mi si è avvicinato fermandosi ai miei piedi».
Un “colpo di fulmine” quindi che è valso a dare al cucciolo di beagle la sua casa a Corato, nella campagna di Vincenzo, nella quale si è presto ambientato, tanto che apparentemente non sembra aver avuto conseguenze psicologiche o comportamentali dovute alla sua reclusione, ma purtroppo qualcuna fisica sì.
«Ray è dolce e affettuoso, gioca volentieri col mio cane Billy, un meticcio che gli sta facendo da “tutor” insegnandogli ad essere un buon cane. Purtroppo però Ray ha le zampe posteriori quasi atrofizzate, proprio a causa dell’immobilità forzata. Inoltre è magrissimo e mangia molto poco, forse perché non era abituato a farlo. Il veterinario inoltre gli ha anche trovato congiuntivite e otite, che stiamo curando».
Adesso l’affetto non gli manca di certo, quello di Vincenzo e di tutti i suoi famigliari che lo coccolano di continuo, da quando è arrivato. Inoltre dalla Legambiente chiamano una volta a settimana per chiedere notizie e faranno controlli periodici per assicurarsi della buona salute e delle condizioni di Ray, così come avviene per tutti gli altri beagle adottati.
«So che il numero di richieste di adozione era più del doppio dei cani da adottare – conclude Vincenzo Leo -. Che abbiamo accettato la mia richiesta di adozione tra quelle pervenute mi fa onore, oltre che piacere».