Nella "bella giornata" di Checco Zalone, una Santa Teresa "coratina"

Nel nuovo film di Checco Zalone "Che bella giornata", il quadro di "Santa Teresa" davanti al quale il comico resta estasiato è stato dipinto dall'artista coratino Gregorio Sgarra

Attualità
Corato giovedì 13 gennaio 2011
di Giuseppe Cantatore
© CoratoLive.it

«Mi scusi, cerco la tela di Santa Teresa».

«Senti, ma... perchè c'ha questo sguardo un po'...?»

«E' per l'estasi!»

«Ahhh, si drogava...».

Così parla il responsabile della sicurezza del Duomo di Milano Checco Zalone alla splendida Farah, ragazza maghrebina che intende far esplodere la "Madunina", in una delle scene più divertenti di "Che bella giornata", il nuovo film dell'esilarante comico barese diretto dal regista Gennaro Nunziante.

Ebbene, proprio in questa scena Checco e Farah restano ammirati dinanzi ad un dipinto - l'estasi di Santa Teresa, appunto - che non è una copia e neppure un quadro preso da chissà dove.

Si tratta, invece, di un'opera realizzata appositamente per il film dal coratino Gregorio Sgarra, artista molto apprezzato per le sue icone su legno ed i suoi dipinti sia classici che moderni. 

Una singolare circostanza davvero che vede anche in questa seconda pellicola di Checco Zalone - dopo la prima in cui recitava l'attrice coratina Ivana Lotito - il tocco artistico di un nostro concittadino.

«Conosco Gennaro Nunziante da diversi anni, nel corso dei quali mi ha anche commissionato diverse opere. Così un giorno, quasi per caso, Gennaro mi ha parlato del film e mi ha chiesto di realizzare questo quadro di Santa Teresa che sarebbe servito per le riprese» racconta, timido, Rino Sgarra.

Non si tratta di una riproduzione, bensì di un'opera originale ottenuta facendo una sorta di collage tra un quadro ed una scultura.

«La produzione cercava un'opera particolare, diversa da quelle già in circolazione. Così, il volto della mia Santa Teresa è quello della scultura del Bernini, mentre il corpo è ispirato all'opera del pittore Giuseppe Ribera, detto "lo Spagnoletto"», continua Rino.

«Il quadro - abbastanza grande, all'incirca 1.80 x 1.50 - è stato realizzato utilizzando una tela a trame larghe, tipica del 1600, rispettando i canoni dell'epoca e la lavorazione a grisaglia con velature».

Tutto è stato realizzato in un solo mese.

«Giugno, precisamente. Un intesissimo mese di lavoro, visto che le riprese avevano tempi davvero serrati. Terminato il quadro, sono andato personalmente a Milano per consegnarlo, ma non sono stato sul set».

Non solo.

«La Medusa", casa di produzione del film, mi ha anche chiesto di inviare una serie di fotografie scattate nel corso della realizzazione del quadro (alcune delle quali si possono vedere nella nostra galleria fotografica, ndr) per provare che lo avessi dipinto davvero io».

Ci piacerebbe sapere che effetto gli ha fatto vedere una propria opera sul grande schermo, ma Rino può risponderci solo a metà perchè «non ho ancora visto il film, lo farò certamente sabato prossimo.

Ma ho visto il trailer e devo dire che è stata una stranissima sensazione. Fa davvero un certo effetto riconoscere un mio quadro fra le opere di geni come Raffaello o il Perugino».

In ogni caso, una bella esperienza.

«Sicuramente sì. E credo che che la collaborazione con Gennaro Nunziante proseguirà».

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I commenti degli utenti
  • EVERGREEN ha scritto il 13 gennaio 2011 alle 19:27 :

    Un commento non posso no fartelo: BRAVO!! Una persona umile come te merita.. Ti auguro tanto successo Rispondi a EVERGREEN

  • al65 ha scritto il 13 gennaio 2011 alle 15:09 :

    Bravo Rino, io ti ho visto mentre lavoravi, sei un vero artista, ti auguro di continuare ad avere le giuste ispirazioni per le tue opere. Rispondi a al65

  • aldobaby ha scritto il 13 gennaio 2011 alle 12:13 :

    Un vero orgoglio per noi coratini...ad maiora Rino! Rispondi a aldobaby

  • khaOo ha scritto il 13 gennaio 2011 alle 10:53 :

    complimenti Rino! il quandro è bellissimo.. continua così che presto lo vedremo veramente un tuo quadro esposto al Duomo! ;-) Rispondi a khaOo

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