Una iniziativa della libreria Secopstore in occasione della Giornata della Memoria

Tra profughi e letterati, quando Bari era il primo baluardo dell’Europa libera

La presentazione di “Profughi austriaci nella Bari del 1944”, è un libro «di cui si sentiva la necessità» quello scritto da Pasquale Gallo

Cultura
Corato domenica 28 gennaio 2018
di ​Ingrid Vernice
Tra profughi e letterati, quando Bari era il primo baluardo dell’Europa libera
Tra profughi e letterati, quando Bari era il primo baluardo dell’Europa libera © CoratoLive.it

«La lettura è in grado di restituire al tempo la giusta lentezza, di renderlo nuovamente umano». Con queste parole è inizio l'incontro di presentazione del volume “Profughi austriaci nella Bari del 1944” firmato da Pasquale Gallo. Una scelta controcorrente quella di anticipare la Giornata della Memoria al 26 gennaio in modo da evitare l'inflazione della data.

La presentazione ha visto la partecipazione dell'autore e di un gruppo dei lettori ad alta voce: Luciana De Palma, Zaccaria Gallo, Federico Lotito, Mariella Sivo e Franco Tempesta.

Il libro è frutto delle ricerche e degli studi di Gallo, docente di letteratura tedesca all’università “Aldo Moro” di Bari. È un saggio intriso di poesia che racconta una storia, quella di una Bari primo baluardo dell’Europa libera, ai più sconosciuta. Un lavoro, quello di Gallo, che restituisce una Bari inedita e bellissima, accogliente e speranzosa. Sullo sfondo gli scritti ed i racconti di Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch, Hermann Hakel, tre intellettuali austriaci giunti nel capoluogo pugliese. Con determinazione ed impegno hanno contribuito alla diffusione dei principi di libertà ed uguaglianza anche attraverso i microfoni di Radio Bari, unica radio libera ed indipendente, ascoltata non solo in Italia ma anche all'estero.

Il libro
Profughi austriaci nella Bari del 1944: Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch, Hermann Hakel tra poesia e propaganda. Il libro focalizza l’attenzione sulla sorprendente presenza, tra i profughi austriaci nella Bari del 1944, di questi tre nomi rilevanti della letteratura austriaca dell'esilio. All' interno del libro emergono chiare le influenze del soggiorno barese rintracciabili nelle principali opere dei tre letterati austriaci. L'esposizione dei risultati di questa ricerca, per buona parte incentrata sull'anno 1944, attraverso una sintetica ricostruzione biografica, dà spazio alla dimensione esistenziale, alla produzione letteraria e all'attività quotidiana di tre intellettuali austriaci fuggiti dalla Vienna dell'Anschluß del 1938 e giunti nella Bari alleata del 1944.

«All’epoca la città era in continuo fermento, una babele di truppe straniere che si distribuiscono sul territorio, creando sì confusione, ma allo stesso tempo un sentimento di rinascita. Bari è stato il primo lembo di terra europeo a poter godere della libertà. Come dimostra la foto in copertina, immagine che mi ha spinto a cominciare questo lavoro di ricerca, nel capoluogo pugliese nel ‘43 è il fulcro della vita che riprende» ha sottolineato Gallo.

L’autore
Professore di letteratura tedesca presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Bari, Gallo ha studiato, svolto ricerche e collaborato con varie Università tedesche tra le quali: Colonia, Monaco, Tübingen, Augsburg, Berlino e l'ITEM di Parigi (Istituto di ricerca sui testi manoscritti).

L'interesse scientifico di Gallo è stato indirizzato, sin da subito, alla letteratura della ex-RDT con la monografia: Il teatro dialettico di Heiner Müller (1987) e vari saggi su altri autori della ex Germania Est. Successivamente si è dedicato allo studio del letteratura tedesca del '700 con la pubblicazione dei volumi: “L'orso danzante. Una immagine circense in P. Fleming, G. E. Lessing e H. Heine” e la cura dei saggi dedicati alla favola tedesca dell'Illuminismo: “Fabula Docet” (2002). Da circa quindici anni si occupa di Letteratura tedesca dell'interculturalità curando dapprima la pubblicazione del volume: “Die Fremde. Forme di interculturalità nella letteratura tedesca contemporanea” (1998) e “Arcipelaghi multiculturali. Appunti per una didattica della Letteratura tedesca dell'interculturalità” (2009). Ha pubblicato vari contributi su autori stranieri che hanno scelto il tedesco come lingua letteraria. Nel periodo 2000-2005 ha preso parte al progetto di ricerca nazionale: “Edizioni critiche di testi tedeschi con supporto informatico”.
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