Il compositore tedesco raccontato dal suo allievo prediletto Carl Czerny

Festival Pianistico, Beethoven come non si era mai visto (e ascoltato) prima

La magistrale interpretazione del duo composto da Sara Bartolucci e Rodolfo Alessandrini ha dato vita a un inconsueto concerto spettacolo. Il piano a quattro mani sembra un'orchestra

Cultura
Corato domenica 15 ottobre 2017
di Giuseppe Gallo
Festival Pianistico, Beethoven come non si era mai visto (e ascoltato) prima
Festival Pianistico, Beethoven come non si era mai visto (e ascoltato) prima © CoratoLive.it

Di Beethoven si è detto e scritto tantissimo. La musica che ci ha lasciato in eredità parla di lui, ma ieri sera a teatro – nel penultimo appuntamento del Festival Pianistico - lo si è potuto apprezzare da una prospettiva insolita, quella dell’allievo Carl Czerny.

Non un semplice discepolo, in realtà, ma il preferito di Beethoven, che a lui affidò diverse trascrizioni orchestrali dei suoi lavori più importanti. Interpreti stupendi di un inconsueto concerto spettacolo, i pianisti fiorentini Sara Bartolucci e Rodolfo Alessandrini. Sintonia, amalgama e gioco di squadra lo rendono un duo speciale, la giusta chiave di lettura che dischiude le porte verso una piena comprensione dei capolavori eseguiti: l’Ouverture caratteristica e brillante op. 54 di Czerny e la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68, detta “pastorale”, di Beethoven.

È come viaggiare nel tempo e tornare indietro a quel 22 dicembre 1808, quando la quinta e la sesta sinfonia furono eseguite per la prima volta in un concerto di oltre quattro ore. È come essere presenti al Theater an der Wien grazie al racconto avvincente recitato da Alessandrini. È come essere presi per mano ed essere trascinati alla scoperta di tanti aneddoti quasi sconosciuti, rivivendoli in prima persona con gli occhi di un allievo diciassettenne, oggi ricordato più in veste di maestro di musica che di prolifico compositore e grande improvvisatore. Tutte doti apprezzabili grazie alla semisconosciuta ma meravigliosa Ouverture.

Il lirismo e le atmosfere bucoliche della Sesta sinfonia sono ancora oggi di una straordinaria attualità. Il compositore di Bonn si lasciò ispirare dal tema tipicamente romantico della bellezza della natura, in cui era solito trovare riparo dagli affanni quotidiani. La cronologia di una giornata in campagna si sviluppa in cinque movimenti. Alla dolcezza del Risveglio dei sentimenti all’arrivo in campagna fanno seguito una Scena al ruscello - con i riconoscibili suoni della fauna – e la Lieta brigata di campagnoli, sotto forma di scherzo. L’arrivo impetuoso del Temporale anticipa il Canto pastorale: sentimenti di gioia e di riconoscenza dopo il temporale. La tempesta è ormai lontana e i motivi del finale si riallacciano a quelli del primo movimento.

Nella grande versatilità del pianoforte sta la sua magia. E se a suonarlo c’è un duo dall’intesa tanto perfetta, vi si possono sentire i suoni di un’intera orchestra. La musica classica ne guadagna in fruibilità.

L’ultimo appuntamento della settima edizione del Festival Pianistico Città di Corato è fissato per questa sera alle 21, in un magico incontro tra musica e poesia.

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I commenti degli utenti
  • Gabriella Minarini ha scritto il 20 ottobre 2017 alle 06:34 :

    Il duo pianistico di Firenze è una magnifica espressione di tutto quanto dovrebbe permeare arte e cultura!! Passione! Rigore! Piacere! Rispondi a Gabriella Minarini

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