«Lettera a mio figlio»

Madre fa arrestare il figlio latitante e gli scrive: «Odiami pure, ma io ho voluto salvarti»

«Un gesto necessario​» ha spiegato la donna in una lettera indirizzata al ragazzo. Anche per far capire ad altre mamme, coinvolte in situazioni simili, che si può trovare la forza per compiere queste scelte

Cronaca
Corato lunedì 20 novembre 2017
di Giuseppe Cantatore
Le prime righe della lettera
Le prime righe della lettera © n.c.

Dev'essere stata una scelta da far tremare i polsi. Ma solo una madre avrebbe potuto trovare nel suo cuore la forza per andare fino in fondo.

Una mamma coraggiosa che alcuni giorni fa, dopo un lungo travaglio interiore, ha deciso di consegnare il suo giovane figlio - latitante da circa tre mesi - alle forze dell'ordine.

«Un gesto necessario e inevitabile», per usare le sue stesse parole, voluto per evitare che il ragazzo potesse andare incontro a conseguenze peggiori. Ma anche per far capire ad altre madri, coinvolte in situazioni simili, che è possibile trovare la forza per invertire l'inerzia di una vita "sbagliata".

Il giovane, un 24enne precedenti per droga e reati contro il patrimonio, si era allontanato da casa in estate mentre si trovava agli arresti domiciliari. La madre ha trepidato e sofferto, temendo che da un momento all'altro potesse capitargli qualcosa di irrimediabile. Poi ha rotto gli indugi e ha deciso di avvisare i carabinieri, intuendo che la mattina del 31 ottobre il ragazzo si sarebbe potuto trovare nell'ospedale di Terlizzi per assistere all'ecografia della compagna in attesa di un bimbo.

Un tradimento, visto con gli occhi del figlio. Un grande atto d'amore, scrutando nel cuore della mamma.

Con questa decisione la donna ha però attirato a sé l'odio del ragazzo. E ora, per spiegare i motivi del suo gesto che rischia di incrinare per sempre il rapporto di fiducia tra madre e figlio, gli ha scritto una lettera. Parole rese pubbliche perché, forse, una missiva inviata al giovane direttamente in carcere, sarebbe stata strappata all'istante per la rabbia.

«Carissimo figlio mio - scrive la mamma - l’altra mattina ho fatto qualcosa che una madre non vorrebbe e non dovrebbe mai fare: ho tradito la cieca fiducia che tu da 24 anni riponevi me, consegnandoti nelle mani di qualcuno che di te non sa nulla, se non il tuo nome le tue "bravate". È stato un gesto necessario ed inevitabile. Le notizie frammentarie e confuse che mi giungevano durante la tua assurda latitanza mi trafiggevano il cuore e, purtroppo, non avevo modo di poterti raggiungere, aiutarti a ragionare e a trasmetterti il malessere che sta vivendo.

Ciò che tanto mi opprimeva era il continuare la solita vita quotidiana che iniziava la mattina indossando quella "maschera" di normalità e finiva la sera quando, rientrata a casa, la riponevo sul comodino… Sempre attenta al telefonino, accertandomi che fosse carico, acceso e che non fossero arrivati sms che non avessi letto; ansiosa di ricevere un tuo cenno, una tua notizia. Nel contempo, terrorizzata quando sul display compariva un numero a me sconosciuto che potesse annunciarmi una disgrazia, un fatale incidente, un tragico epilogo della tua vicenda.

Il susseguirsi dei controlli durante il giorno, durante la notte a casa nostra, a casa di amici e conoscenti, non facevano altro che accentuare l’angoscia di saperti in pericolo, braccato da ogni forza di polizia in ogni luogo. Spesso leggevo negli occhi di qualcuno di loro la rabbia e l’accanimento nei tuoi con confronti, il loro desiderio morboso di volerti prendere quasi come per aggiudicarsi un "trofeo" da collezionare. Quando se ne andavano, temevo che, se ti avessero trovato, anche un solo tuo innocente movimento, una innocua mossa falsa che avresti potuto commettere, avrebbe potuto scatenare una loro reazione tragica e sproporzionata, decretando un drammatico finale».

La forza per compiere un gesto così coraggioso arriva da una triste storia del passato. «Anni fa morì un tuo carissimo amico, un fratello per te» continua la donna, facendo riaffiorare dalla memoria un episodio che ha segnato madre e figlio. «Ricordo chiaramente le parole che sua madre mi sussurrò quando mi avvicinai a porgerle le condoglianze: "Daniela, avrei preferito andare in carcere a fargli visita per tutta la vita, almeno avrei potuto vederlo, abbracciarlo e parlargli ancora... Tu sei fortunata!". Il non sapere dove stavi, come sopravvivevi, dove dormivi, chi potevi incontrare durante il tuo "oscuro" cammino, mi logorava da mesi. Non c’era più pace nel mio cuore e nella mia testa... ero una candela la cui fiamma si stava spegnendo giorno dopo giorno, ora dopo ora...».

Poi, con il fiato sospeso e l'animo in subbuglio, la decisione. «Quella mattina ti eri accorto che qualcosa non andava. Forse leggevi nei miei movimenti l’ansia e l’angoscia che mi rendevano incerta e timorosa. Mentre mi avvicinavo a te, i nostri occhi sono immersi gli uni negli altri, quasi a fondersi in un unico sguardo e io mi sentivo come "Giuda" che tradì suo fratello... Ho abbassato il capo ti ho consegnato a chi ti stava cercando da troppo tempo... Volevo morire, ma mi convincevo sempre più di aver fatto la cosa giusta. E poi, il Comandante mi aveva dato la sua parola: niente violenza. Massima discrezione e rispetto dei tuoi e dei miei diritti di madre. Parola mantenuta!

Anche tu, d’altronde, hai dimostrato maturità, saggezza e rispetto del momento così difficile ed inaspettato. Mentre ti circondavano e ti inducevano a mantenere la calma, io ti chiedevo perdono per quello che avevo fatto. Tu cercavi miei occhi ed io, con la morte nel cuore, cercavo i tuoi… Più volte hai ripetuto che mi avresti odiata per il resto della tua vita».

L'epilogo è struggente. «Odiami ragazzo mio, odiami finché vorrai... Io, al contrario, continuerò ad amarti con la stessa intensità di sempre e anche di più. Un giorno ammetterai che, in cuor tuo, era ciò che volevi anche tu: porre fine a questo supplizio. Forse mi vorrai incontrare - è la mano tesa della donna al figlio - e io avrò la conferma di essere una madre "fortunata" perché potrò ancora vederti, abbracciarti e parlarti... Tua madre».

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I commenti degli utenti
  • Francesco colace ha scritto il 13 gennaio 2018 alle 04:39 :

    Questa donna è una grande mamma ha fatto la cosa giusta tutelando l’ incolumità del figlio e facendo un grande gesto di coraggio, ma soprattutto d’amore sono sicuro che il ragazzo quando sarà più tranquillo capirà il gesto della madre. Spero che cambi vita quando uscirà. Dal carcere . Onore a questa mamma coraggio e che il nostro cristo Gesù le sia sempre accanto! Rispondi a Francesco colace

  • Manuela Pellizzola ha scritto il 11 gennaio 2018 alle 15:11 :

    Quando ti ho sentito raccontare la storia alla vita in diretta mi sono molto immedesimata pensando a quando mio figlio a 23 anni mi ha detto che sarebbe andato a vivere in Ecuador con la fidanzata e non potevo sapere se l'avrei più visto, ma sono stata in silenzio e dopo qualche tempo mi ha detto che si sarebbe sposato lì ed io, ho detto immediatamente (anche se sapevo che forse mio marito non era d'accordo) che non l'avrei lasciato a sposarsi da solo, senza la sua famiglia. Ora dopo 4 anni é tornato con la moglie e qualche giorno fa ci é nata una nipotina. Come tuo figlio ti ha chiamato per farsi visitare e mio figlio è tornato, non senza nostri compromessi, io sono convinta che Dio ci ha messo del suo. Prega anche tu che sia fatta la sua volontà e vedrai che tutto si metterà apposto. Rispondi a Manuela Pellizzola

  • pia lotito ha scritto il 06 dicembre 2017 alle 09:39 :

    complimenti e tanta forza per il coraggio e l amore di questa mamma! IL SIGNORE E'GRANDE!confidiamo x la guarigione di questi due cuori! Rispondi a pia lotito

  • nuccio cataldi ha scritto il 25 novembre 2017 alle 15:00 :

    Credo che bisognia soli avere rispetto per una madre e specialmente quando fa un gesto simile .e mi auguro che tu figlio capisca il gesto di colei tia messo al mondo ed non permettere mai che qualquno possa mai riderire su questo gesto .perche oggi lo puoi raccontare mentre chissa se non sarebbe successo tutto questo avresti mai potuto raccontarlo io tio visto crescere e sai che ti voglio bene ed lunica cosa che ti posso dire non odiarla mai ,perche il giorno che ti siederai su una sedia ed quella difronte a te rimane vuota ,allora li ti accorgi che ai perso perche difronte a te non ai lei che a rischiato il tuo amore per la tua vita amala fin che puoi Rispondi a nuccio cataldi

  • Nicolina di Ciommo ha scritto il 25 novembre 2017 alle 12:35 :

    Hai fatto benissimo. Ti può capire solo una madre con un figlio che ha a che fare con la droga. Una figlia l'ho salvata così, col tribunale dei minori. Autodenciandomi, mi sono presa improperi di ogni tipo. Non mi sono difesa. Il fine era che entrasse in comunità. Sono venuti i vigili a prenderla a casa alle 8 del mattino. Anche lei mi disse che mi avrebbe odiato per tutta la vita.Adesso mi ringrazia, l'ho ha fatto pubblicamente due volte, sia a Porta a Porta, che ultimamente in un altro programma rai. Abbi fede, quando capirà che non sei stata tu a portarlo a quel punto, ma le sostanze, tutto cambierà. Io invece ti ringrazio, sono le mamme come noi che aiutano i figli. Hai rafforzato il mio convincimento che non ho sbagliato. Rispondi a Nicolina di Ciommo

  • Fiorenzo Spina ha scritto il 22 novembre 2017 alle 14:31 :

    e poi nessuno si mette mai nei panni della gente che i danni li subisce da chi commette reati? ognuno paghi per le conseguenze delle proprie scelte sbagliate. Poi si fa sempre in tempo a pentirsi e a ravvedersi Rispondi a Fiorenzo Spina

  • Fiorenzo Spina ha scritto il 22 novembre 2017 alle 14:23 :

    ognuno fa le sue scelte e deve esserne responsabile delle conseguenze. E' giusto così, è giusto che paghi. Sperando solamente che si possa cambiare Rispondi a Fiorenzo Spina

  • Daniela maldera ha scritto il 21 novembre 2017 alle 17:50 :

    La mamma e sempre la mamma e questo detto nn si sbaglia forza signora abbi fede Rispondi a Daniela maldera

  • Giuseppe C ha scritto il 20 novembre 2017 alle 15:51 :

    Grazie di cuore. Rispondi a Giuseppe C

  • c.la tarantini ha scritto il 20 novembre 2017 alle 15:45 :

    Complimenti per il coraggio di questa mamma, devastante il dolore ,ma traspare da questo gesto, un grande amore per il proprio figlio. Sicuramente il ragazzo si sente tradito ma un giorno ringrazierà il coraggio di questa grande donna. che sia di esempio a tutti. Rispondi a c.la tarantini

  • Francy ha scritto il 20 novembre 2017 alle 10:43 :

    Complimenti a questa grande Mamma e Donna. Adesso che possa essere aiutata, sostenuta dalle istituzioni. A questo ragazzo forza, puoi ricostruire il tuo futuro, se lo vorrai. Ama profondamente questa meravigliosa Mamma. Auguri! Rispondi a Francy

  • rosanna ha scritto il 20 novembre 2017 alle 08:34 :

    L'amore di una madre non avrà mai fine! Grazie per questa testimonianza Rispondi a rosanna

  • Lucia Torelli ha scritto il 20 novembre 2017 alle 07:04 :

    Il coraggio delle donne...grande mamma Rispondi a Lucia Torelli

  • PASQUALE DI GRAVINA ha scritto il 20 novembre 2017 alle 06:46 :

    BUONGIORNO A TUTTO LO STAFF DI CORATOLIVE E BUON INIZIO DI SETTIMANA. HO LETTO LA LETTERA DELLA MAMMA DEL RAGAZZO UNA LETTERA TOCCANTE CHE VUOLE ESSERE DI ESEMPIO A TUTTI E COSI CHE SI MANIFESTA L'AMORE PER UN FIGLIO.... Rispondi a PASQUALE DI GRAVINA

  • Ferrara Cataldo ha scritto il 20 novembre 2017 alle 06:42 :

    Un atto coraggioso, sofferto ma soprattutto gusto, fatto da una madre che ama il proprio figlio piu di se stessa. Brava signora Rispondi a Ferrara Cataldo

  • "salvatore di gennaro" ha scritto il 20 novembre 2017 alle 05:27 :

    Solitamente tali situazioni si ritrovano in famiglie devastate dalla mancanza di cultura "vera": non sembra, dallo scritto, se "originale", questo, il caso. Non v'è alcun accenno, nella lettera, al padre del ragazzo: se è morto, mi dispiace, e capisco la situazione. Ma se è "latitante", come immagino, è ancor più valido il motivo per apprezzare il gesto della mamma e comprendere le difficoltà alle quali vanno incontro donne, e sono tante, che sono costrette a svolgere il doppio ruolo di madri e di padri. Questi ultimi, infatti, li vedo coccolare, proteggere e giocherellare i figli quando sono piccoli: poi, quando essi, crescendo, hanno bisogno veramente di loro, allora si perdono, si confondono, spariscono, abdicano dal proprio ruolo... Auguri sinceri, alla "madre coraggio"... Rispondi a "salvatore di gennaro"

    Antonio Procacci. ha scritto il 20 novembre 2017 alle 15:35 :

    Ottimo commento quello che volevo sapere io del padre. Rispondi a Antonio Procacci.

    Carla bruno ha scritto il 20 novembre 2017 alle 20:42 :

    Commovente questa lettera,soprattutto per me Che una mamma non c'è l'ho,e vorrei dire a tutti che i genitori sono importanti,e non tradiranno mai il vostro amore.Cara mamma tu non hai tradito tuo figlio ,lo hai solo aiutato a venire fuori ,spero per lui da un vortice che lo avrebbe portato nelle Tenebre.Tu gli hai ridato la luce,la speranza.Forza ragazzo io sono con te.🤗🤗🤗🤗 Rispondi a Carla bruno