Il fatto

Calci e pugni contro tre vigili e un dipendente comunale, in carcere un coratino

Il malcontento della polizia municipale: «Siamo stanchi di essere presi di mira dai cittadini che pensano di poter sfogare contro gli uomini in divisa le loro insoddisfazioni rispetto agli aiuti offerti»

Cronaca
Corato venerdì 11 agosto 2017
di La Redazione
Servizi sociali (foto di repertorio)
Servizi sociali (foto di repertorio) © CoratoLive.it

Ubriaco e fuori di sé. In questo stato, ieri pomeriggio, un coratino di 42 anni si è presentato alle porte degli uffici dei servizi sociali e poi è finito in manette per aver aggredito e ferito un dipendente e tre vigili urbani.

Il fatto
Con accanto suo figlio, un ragazzo di 11 anni, l’uomo è arrivato negli uffici di via Gravina con un solo obiettivo: riuscire a parlare con l’assistente sociale. L’argomento di cui discutere sarebbe stato il solito: gli aiuti economici.

Ieri era una giornata dedicata ai colloqui ma, nel momento in cui l'uomo ha chiesto di parlare con l’assistente sociale quest'ultima era impegnata con un altro utente, ragion per cui il dipendente comunale gli ha negato la possibilità di raggiungere la sua stanza. Non volendo accettare questa risposta, l’uomo ha aperto la porta a via di spintoni per varcare la soglia. Sentendo confusione il primo vigile ha raggiunto il piano terra ed è stato colpito da testate, calci e pugni. La stessa sorte è toccata, subito dopo, ad altri due colleghi: dalla colluttazione tutti i vigili sono rimasti feriti. Due di loro sono stati accompagnati all’ospedale di Corato e uno ad Andria.

Il 42enne, nel tentativo di raggiungere il suo obiettivo, ha sbattuto contro lo spigolo della ringhiera delle scale ferendosi al braccio. Per lui sono stati necessari due punti di sutura. L’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Trani su disposizione del pubblico ministero Mirella Conticelli.

Il commento della polizia municipale
«Siamo stanchi di essere presi di mira dai cittadini che pensano di poter sfogare contro gli uomini in divisa quelle che sono le loro insoddisfazioni rispetto agli aiuti che vengono offerti. Capiamo le difficoltà di tutti, ma non ci sembra giusto doverne pagare le conseguenze».

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commenti
I commenti degli utenti
  • amenduni francecso ha scritto il 13 agosto 2017 alle 11:06 :

    questo è il male nascente dalla prassi delle elargizioni a pioggia, senza verifiche, senza merito, senza reale necessità...clientes che chiedono diuturnamente sempre, senza averne reale diritto... se invece, al posto delle elargizioni indebite, venissero debitamente fornite delle sonore nerbate... ci sarebbero più risorse per chi ha realmente bisogno, meno problemi e più equità. Rispondi a amenduni francecso

  • "salvatore di gennaro" ha scritto il 12 agosto 2017 alle 11:55 :

    Gentile Alessio, un attacco alla politica non è mai sgradito, dato che è proprio la gestione dell'Italia a fare acqua. Ogni nazione è come una famiglia, dove il padre è il governo e il popolo la prole. Se il padre non sa educare, innanzitutto con l'esempio di onestà, di correttezza, di capacità, i propri figli, esce fuori uno Stato come il nostro. L'aggressore altro non è che un tuo, un mio fratello. Rispondi a "salvatore di gennaro"

  • Alessio Morollo ha scritto il 12 agosto 2017 alle 09:31 :

    Ma come si faa trasformare un atto di pura violenza, in un attacco alla politica e agli amministratori? Un ubriaco (quindi ha fatto abuso di alcool di vario genere, che si presume hanno anche UN COSTO) si presenta in un ufficio, pretende di essere ricevuto, prende a calci e pugni tutti....e leggo post che attribuiscono responsabilità alle istituzioni??? mah!!! Continuiamo a giustificare certi atti....fa comodo a tutti meno che ai vigili (al contrario nessun post di solidarietà) ai quali va la mia solidarietà!!!! Rispondi a Alessio Morollo

  • "salvatore di gennaro" ha scritto il 11 agosto 2017 alle 15:01 :

    L'equivoco nasce dalla trasformazione di uno Stato in un caotico centro, il cui unico scopo è l'assistenza. Se non viene fatto nulla per far comprendere quanto sia importante sentirsi appartenenti ad una nazione e quanto sia indispensabile difenderla da ogni tipo di attacco, anche rasentando la durezza e la determinazione, non se ne verrà fuori. Ho una figlia che lavora al centro di assistenza sociale di Roma. L'altro giorno le si è presentata una persona e le ha detto: "sono un profugo umanitario: cosa mi spetta?". Questo è ormai il concetto radicato, su cosa sia diventata l'Italia. Salvati i posti di lavoro attuali, non devono più esistere persone fisiche come la De Leo, per affrontare problemi scottanti, ma freddi computer, manovrati da posti lontani, e che gestiscano anche i soldi. Rispondi a "salvatore di gennaro"

  • Antonio Longo ha scritto il 11 agosto 2017 alle 12:09 :

    Il comportamento del giovane tratto in arresto non può avere giustificazioni. Ma com'è possibile rispondere ad una richiesta di aiuto immediato rinviando al 15 settembre l'audizione? É semplicemente fuori da ogni logica e, mi sia consentito, ridicolo. Sempre che la nota giornalistica riporti il vero. Rispondi a Antonio Longo

  • Vito Questo ha scritto il 11 agosto 2017 alle 11:25 :

    Certo che sì è in molti ad essere esasperati...ma non bisognerebbe mai arrivare a così tanto, si passa dalla parte del torto. Basterebbe solo saper votare consapevolmente, quando ci si ritrova faccia a faccia con la scheda, in quella benedetta cabina elettorale. Rispondi a Vito Questo

    Ferrante Marina ha scritto il 11 agosto 2017 alle 18:09 :

    Penso che togli uno e metti l'altro son tutti uguali ,solo promesse! Rispondi a Ferrante Marina

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