Nei giorni scorsi ne hanno parlato all’interno del Claa: oltre che da Andria gli agricoltori sono intervenuti da Corato, Bisceglie, Bitonto, Terlizzi, Molfetta

Olivicoltura pugliese, per gli agricoltori arriva una «terribile crisi»

«Il quadro che emerge è molto inquietante e il mondo olivicolo attende con ansia risposte celeri e risolutive» dopo i danni derivanti dalle gelate primaverili e l’avanzare del batterio della xylella fastidiosa

Attualità
Corato mercoledì 23 maggio 2018
di La Redazione
Ulivi monumentali
Ulivi monumentali © CoratoLive.it

«Terribile». È così gli agricoltori definiscono la situazione di crisi per l’olivicoltura pugliese. Nei giorni scorsi ne hanno parlato all’interno del Comitato liberi agricoltori andriesi e di altre associazioni di settore e di comparto (Claa): oltre che da Andria sono intervenuti da Corato, Bisceglie, Bitonto, Terlizzi, Molfetta.

Un incontro «dal sapore amaro». Un approfondimento a 360 gradi che ha messo al centro i danni derivanti dalle gelate primaverili e dall’avanzare del batterio della xylella fastidiosa: due problemi gravissimi che il Claa ha affrontato sin dai tempi in cui «altri minimizzavano le questioni, continuavano a dire che la cosa non avrebbe mai potuto riguardare il territorio del barese e del Nord Barese».

Oggi, invece, si parla di un fenomeno in drammatica ascesa con conseguenze disastrose che potrebbero far sentire i propri effetti per i prossimi decenni ma «nessuno ancora ha il coraggio di dire e di affermare questo» affermano dal Claa. E ancora: «non vediamo azioni concrete e incisive volte a fronteggiare le emergenze» aggiungono.

Nell’incontro è emersa «una lamentela comune per essere stati abbandonati a se stessi dopo gli ingentissimi danni dovuti alle gelate. Infatti – scrive il Claa in una nota ufficiale - alle iniziali rassicurazioni di dovere e spesso di facciata, in certi casi da parte delle autorità locali preposte, non è seguita nessuna azione concreta per agevolare gli operatori danneggiati così come risulta incomprensibile come non sia subito stato chiesto e ottenuto lo stato di calamità».

Il rappresentante andriese del Claa, Natale Zagaria, commenta: «il comparto olivicolo nella Bat e nel Nord Barese costituisce un motore trainante per l’economia e quindi non tardano ad emergere le prime conseguenze: diminuzione degli investimenti sul capitale, riduzione delle operazioni colturali quale la potatura con un incremento su base annua della disoccupazione Agricola.

Nell’incontro plenario abbiamo posto attenzione nell'analizzare l’avanzata della batteriosi, che senza l’adozione di idonee pratiche agricole risulta avanzare sempre più verso nord. Il quadro che emerge è molto inquietante e il mondo olivicolo attende con ansia risposte celeri e risolutive».

Anche il presidente del Comitato, Nicola Giuseppe Losito, esprime parole durissime verso le autorità locali che «non possono ergersi a difensori della categoria e del settore mentre continuano a dialogare, se e quando lo farebbero, con i soliti soggetti trascurando la base operativa e sociale di un settore, quello agricolo, che di fronte alle situazioni di emergenza da noi denunciate potrebbe produrre danni economici ed occupazionali inimmaginabili.

La politica deve fare la sua parte ma non c’è o se c’è è distratta ed affaccendata in tutt’altro che guardare ai reali interessi diffusi del territorio e dell’economia cittadina e pugliese.

Di questo passo qualcuno, più d’uno, potrebbe portare sulle proprie spalle la responsabilità di aver completamente ignorato queste emergenze e di aver distrutto la storia e l’economia di un intero territorio a causa di inerzie ed incapacità amministrative e di governo».

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Pippo ha scritto il 24 maggio 2018 alle 04:52 :

    Gli assessori all'agricoltura dei comuni interessati cosa fanno ? e io pago Rispondi a Pippo

  • Raffaele falco ha scritto il 23 maggio 2018 alle 10:40 :

    Ma sii, tanto i nostri politici promuovono l'olio tunisino x xche' bisogna aiutare il governo tunisino, e a noi chi ci aiuta. Rispondi a Raffaele falco