​Unire alla dialisi d’eccellenza la possibilità di viaggiare e distrarsi grazie (anche) alla solidarietà della gente comune e delle istituzioni

Stop all'inferno dell'inefficienza: a luglio inizia il “dialisi tour” di Antonio Molinini

In tanti hanno aiutato il giovane e talentuoso musicista coratino a raggiungere (almeno in parte) il suo obiettivo grazie alla campagna di raccolta fondi promossa sulla piattaforma buonacausa.org

Attualità
Corato martedì 17 aprile 2018
di Marianna Lotito e Francesco De Marinis
Antonio Molinini
Antonio Molinini © CoratoLive.it

Unire alla dialisi d’eccellenza la possibilità di viaggiare e distrarsi grazie (anche) alla solidarietà della gente comune e delle istituzioni. È “dialisi tour”, l’idea di Antonio Molini, giovane e talentuoso musicista coratino. In tantissimi lo conoscono per la sua arte ma forse non tutti sanno che l’altra sua compagna di vita è la dialisi, almeno per il momento.

Realizzare il “dialisi tour” per Antonio significa «poter fare una vita molto simile alle persone normali recandosi in luoghi di svago in cui è anche possibile trovare apparecchiature e medicinali di altissima qualità in grado di rendere la dialisi molto più leggera.

Significa avere diritto a distrarre la mente dalla asfissiante quotidianità, liberarsi dei problemi creati dalla dialisi scadente a cui purtroppo mi sottopongo attualmente».

In tanti lo hanno aiutato a raggiungere (almeno in parte) il suo obiettivo grazie alla campagna di raccolta fondi promossa sulla piattaforma buonacausa.org (cliccando qui è possibile fare una donazione), uno spazio in cui Molinini spiega nei dettagli tutto ciò che la dialisi provoca.

«In questi anni - ricorda Antonio - ho pubblicato circa 38 video per sviscerare l'argomento. Non immaginavo che le centinaia di persone aiutate con consigli e suggerimenti avrebbero poi mostrato tanta gratitudine. Molti dei sostenitori di buonacausa.org sono persone che hanno trovato sollievo dal dolore, che sono riuscite a debellare i mostri del post dialisi. Mi hanno permesso di capire che se si semina bene, prima o poi, inaspettatamente, si raccoglie». I fondi raccolti permetteranno ad Antonio di partire il 21 luglio e viaggiare almeno fino ad ottobre: «documenterò ogni spesa per darne conto a chi mi ha aiutato» afferma.

Le donazioni possono essere effettuate anche tramite Paypal (a.molinini@libero.it), Postapay (4023 6009 3304 8425), bonifico bancario intestato ad Antonio Molinini con causale "aiutiamo antonio a ritrovare benessere" (Iban IT25S0310441650000000821207, Deutsche Bank piazza F. Cavallotti, filiale di Ruvo di Puglia).

Il grande sogno resta un altro trapianto del rene. Per lui sarebbe il secondo, il primo lo ha ricevuto da sua madre quando era ancora un bambino.

«Sì - racconta Antonio - perché quando sono nato un rene non c’era e l’altro era piccolo e già malato». Il trapianto «non è una guarigione, la definirei una supplenza perché non sai quanto dura. Quello di mia madre ha retto quasi 16 anni, dopo - circa nove anni fa - ho dovuto iniziare la dialisi».

Nell’intervista video rilasciata a CoratoLive.it ieri mattina, mentre il sole riscaldava piazza Mentana, Antonio oltre a spiegare cos’è “dialisi tour” fa spazio anche al ruolo che la musica ha avuto e continua ad avere nella sua vita.

«Se da un lato la carriera ha subito uno “stop” perché l’essere legato all’ospedale è palesemente un limite, dall’altro la mia musica per fortuna viaggia grazie al pc, parte dalla poltrona di casa. Non ho scelto io questa situazione e non ho fatto nulla per meritarla, vivo ciò che la vita ha voluto per me: è qui che riconosco la dignità del gesto di chiedere aiuto. Non sarebbe stato necessario se la salute mi avesse permesso di lavorare come ho sempre sperato, tanto più dopo essermi impegnato anche nello studio».

Se gli si chiede “cosa vorrebbe dalla sua città”, Antonio fa un salto in avanti e “parla” ai coratini: «quando andate in Comune per la carta d’identità ricordate che potete scrivere “donatore di organi e tessuti”, sposate l’idea che quando non ci sarete più potrete salvare tante persone come me dall’inferno che viviamo ogni giorno».
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