Mons. Leonardo D'Ascenzo entra in Diocesi per la prima volta il 27 gennaio 2018

I gesti e i sorrisi del nuovo vescovo, è l'inizio del ministero

Prima della celebrazione in Cattedrale un momento di preghiera personale nella chiesa di San Giovanni, poi la processione su via Beltrani, le carezze ed i sorrisi ai fedeli che hanno accompagnato il suo ingresso in diocesi

Attualità
Corato domenica 28 gennaio 2018
di La Redazione
Un gesto di tenerezza del vescovo in un vicolo del centro storico
Un gesto di tenerezza del vescovo in un vicolo del centro storico © Francesco De Marinis

“Servire questa Chiesa, sull’esempio di Gesù che è venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita, è il principale motivo che ci vedrà, a partire da questa sera, impegnati nello spendere insieme la nostra vita”.

Mons. Leonardo D’Ascenzo ha salutato così il clero, i diaconi, i seminaristi e i rappresentanti della vita consacrata, sottolineando l’importanza del loro ruolo nella Chiesa. L’ultima tappa del suo "battesimo diocesano", prima dell’ingresso ufficiale in Cattedrale, è stata la chiesa di San Giovanni. Ultima chiesa nella quale ha stazionato il feretro di Mons. Giovanni Battista Pichierri prima della Cattedrale. Qui, il nuovo vescovo ha incontrato i suoi confratelli e dasi è snodata la processione introitale verso la Basilica Cattedrale. Una carezza ad una bambina e ad una signora in sedia a rotelle, sono i primi gesti sottolineati dal calore della gente che si è stretta intorno al passaggio del vescovo.

Ad attendere Mons. D’Ascenzo in Cattedrale la schola cantorum e l’assemblea con le “Laudes Regiae”. Tra i primi banchi le autorità civili, sull'altare i confratelli Mons. Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri – Atri, Mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina, Mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e Mons. Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria.

La solenne celebrazione per l’inizio del Ministero Pastorale è una celebrazione ricca di significato. Ha un forte valore pastorale: l’Arcivescovo inizia il suo ministero in maniera ufficiale come liturgo, presiedendo per la prima volta la celebrazione eucaristica concelebrata da tutti i presbiteri della diocesi. Ma racchiude anche l’insediamento canonico e giuridico, in quanto vi è la lettura della lettera apostolica e la presa di possesso della Cattedra. Giunto alla porta della Basilica, Mons. D’Ascenzo ha baciato il Crocifisso realizzato nel 1625 da Vincenzo Carducci, consegnato dal Presidente del capitolo Cattedrale. L’immagine del bacio è molto cara, si tratta di una "tradizione" portata avanti già da altri Arcivescovi che hanno baciato il Crocifisso quando hanno iniziato il loro ministero pastorale nella nostra diocesi.

Ad accompagnarlo nell'aspersione del popolo e di se stesso, Sua Eccellenza il Metropolita, Mons. Francesco Cacucci. Dopo il benvenuto, l’amministratore diocesano Mons. Giuseppe Pavone ha consegnato all’Arcivescovo Metropolita la lettera Apostolica, che don Savino Giannotti, decano dei consultori, esibisce all’Assemblea e consegna a don Francesco Mastrulli che la legge pubblicamente. “Abbi cura, infine, diletto figlio, assistito dai doni dello Spirito Paraclito, di pascere i fedeli affidati alla tua sollecitudine, affinchè proseguano ogni giorno a crescere nelle virtù cristiane e si impegnino a riporre ogni loro speranza nel Signore, compiendo la Sua santissima volontà, nella quale risiedono la vera pace e la vera gioia".

Mons. D'Ascenzo si siede sulla Cattedra mentre viene intonato l'Ecce Sacerdos magnus, Ecco il grande sacerdote, che nei suoi giorni piacque a Dio e fu trovato giusto. La Cattedra è il luogo dal quale il Vescovo guiderà la comunità e sarà maestro della chiesa diocesana. Alla fine della celebrazione i saluti e gli omaggi: un rappresentante del clero, un rappresentante della vita consacrata, una famiglia, un giovane in rappresentanza della pastorale giovanile e un operatore della Caritas.

Per la prima volta Mons. D’Ascenzo ha concelebrato con i suoi confratelli iniziando il suo Ministero Pastorale. “Sono consapevole dei miei limiti e delle mie fragilità, timori e trepidazioni per questo chiedo al Signore di servirsi di me perché, attraverso il sostegno forte del Suo Spirito, possa essere capace di portare le sue parole”

Per ora - e sino a quando non avrà consapevolezza delle necessità e delle realtà della diocesi - ogni nomina precedentemente assunta è stata confermata.

Lascia il tuo commento
commenti