Questa mattina al liceo classico "Oriani"

Il papà di una vittima della strada incontra gli studenti: «Siate attenti alla guida»

All'incontro di questa mattina sono intervenuti la preside Adduci, il comandante della polizia locale Milillo, il vicecomandante Loiodice e il dirigente medico dell'ospedale di Corato, Loizzo

Attualità
Corato giovedì 25 gennaio 2018
di Francesco De Marinis
I ragazzi dell'Oriani
I ragazzi dell'Oriani © CoratoLive.it

«Ragazzi, siate attenti sulla strada». Queste parole, ascoltate mille volte, oggi sono state pronunciate dinanzi agli studenti del liceo Oriani da chi è stato toccato direttamente dalla tragedia di un incidente stradale.

A parlare è stato Giuseppe Di Bari che, in uno scontro in auto mentre andava ad un incontro finalizzato alla difesa dell'ambiente, ha purtroppo perso suo figlio. Di qui la voglia di far capire ai più giovani l'importanza di prestare attenzione alla strada, il desiderio di portare la propria testimonianza nelle scuole.

Il signor Di Bari ha parlato alle terze liceali del liceo. La maggior parte dei ragazzi ha già la patente.

Toccante il ricordo di Giuseppe Di Bari. «Ho saputo della morte di mio figlio su Facebook, leggendo una notizia online e scoprendo solo attraverso le parole di mia moglie che il ragazzo coinvolto era mio figlio». Un momento drammatico, il più difficile per la vita di un genitore.

L'incontro è stato introdotto da un'altra testimonianza, quella della preside Adduci che ha ricordato la morte di Antonio, suo alunno ai tempi dell'istituto professionale.

È intervenuto anche Paolo Milillo, neo comandante della polizia locale che ha illustrato le normative di legge legate agli incidenti stradali. Con lui anche il vicecomandante Peppino Loiodice, che ha riportato i dati Istat sul fenomeno, arricchendo il suo intervento con numerosi episodi vissuti in prima persona sulle nostre strade e facendo capire, attraverso una simulazione, quanto può essere straziante comunicare ai familiari il decesso di un parente.

In chiusura Paolo Loizzo, dirigente medico dell'ospedale Umberto I di Corato, ha illustrato le conseguenze sanitarie della guida sotto gli effetti dell'alcol, degli stupefacenti.

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I commenti degli utenti
  • Amedeo Strippoli ha scritto il 25 gennaio 2018 alle 16:36 :

    Che i nostri ragazzi siano capaci di informarsi e rilasciare dei giudizi personali ne siamo tutti consapevoli. Ma, se l'educazione stradale fosse insegnata con più assiduità dalle elementari e approfondita nelle medie sarebbe cosa buona e giusta. Poi, tale educazione andrebbe estesa e reiterata anche a quegli adulti che pensano che portare il casco o allacciare le cinture di sicurezza serva solo a non prendere la multa e a non fasi scalare dei punti sulla patente. ERRORE!!!! Serve, sopratutto a salvarsi la vita. Rispondi a Amedeo Strippoli

  • salvatore di gennaro ha scritto il 25 gennaio 2018 alle 09:19 :

    Il cortese Paolo mi fa un appunto, che io accetto volentieri, dato che amo il confronto democratico. Ma mentre io baso il mio commento sulla realtà delle cose e sulla progressiva involuzione sociale da me personalmente constatata, specie dalla metà degli anni '60 in poi, Paolo parla in modo vago di "senso critico" dei ragazzi, i quali però, specie in politica, non ne capiscono, come i padri ed i nonni, alcunché, né vi si dedicano, limitandosi, specie qui al sud, a seguire comete lontane. Per non parlare della cultura generale dei giovani. E basta seguire un programma come l'Eredità, per rendersene conto. Io, uno struzzo? Non mi pare, dato che mi espongo sempre in prima persona. Ho affermato solo che indottrinare a questa età, ed a "posteriori", è tardivo, non che sia inutile. Cordialità. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 25 gennaio 2018 alle 05:56 :

    Forse a questa età è troppo tardi per cambiare, nei giovani, abitudini ed acquisizioni comportamentali fatte già proprie. Ed infatti io mi ero proposto, inutilmente, di tentare di forgiare le coscienze dei ragazzi, nelle scuole elementari e medie, quando essi costituiscono ancora una "tabula rasa". Certamente è toccante leggere di questo padre, al quale va tutto il nostro calore nell'essergli vicini, ammirandone la forza nel ricordare il fatto, e si presenta, nella sua urgenza, la necessità di "prevenire" le negatività piuttosto che commentarle quando esse si sono verificate. Ora i "sermoni" al popolo si fanno solamente dai pulpiti delle chiese e, ai ragazzi, nel catechismo di preparazione alla prima comunione: troppo inadeguati ed incongrui, dinanzi al vortice della vita. Rispondi a salvatore di gennaro

    Paolo Loizzo ha scritto il 25 gennaio 2018 alle 07:34 :

    Ci sono i dilaganti commentatori seriali cui non va mai bene nulla. In questo caso si vorrebbe persino ignorare le intelligenze dei nostri ragazzi ampiamente capaci di informarsi e sviluppare il senso critico. Non è mai tardi e poi l'alternativa quale sarebbe? Forse nascondere la testa dianzi ai problemi come fa lo struzzo nella sabbia? Qui nessuno intende fare sermoni bensì informazione. Rispondi a Paolo Loizzo