Tutti in valigia hanno qualcosa di speciale

Irlanda, Australia, Brasile, Belgio e Giappone. Cinque studenti dicono «ciao Corato!»

Le interviste a Vincenzo Roselli, Vanda Casillo e Alessia Latti del liceo classico “Oriani”, Valeria Sorice del liceo linguistico “Tommaso Fiore” di Terlizzi e Luca Marcone dell’Itis “Jannuzzi” di Andria

Attualità
Corato martedì 18 luglio 2017
di La Redazione
Intercultura
Intercultura © n.c.

Sono pronti a partire. Altri cinque studenti coratini stanno per vivere l’avventura di Intecultura: Vincenzo Roselli, Vanda Casillo e Alessia Latti del liceo classico “Oriani”, Valeria Sorice del liceo economico sociale “Tommaso Fiore” di Terlizzi e Luca Marcone dell’Itis “Jannuzzi” di Andria.

Ognuno di loro porta in valigia qualcosa di diverso.

Vincenzo Roselli, 18 anni. Starà un mese in Irlanda
«In “valigia” porterò sicuramente tutto l'entusiasmo che, inevitabilmente, questa esperienza può accendere in me come in chiunque altro. Ma soprattutto porterò i valori che mi sono stati insegnati e trasmessi dalla mia famiglia e dalla società che mi circonda senza ovviamente considerarli come assoluti.

Mi aspetto di imparare meglio la lingua inglese ma soprattutto conoscere una cultura e un modo di vivere diversi dai miei. Intercultura mi ha insegnato che non devo avere grandi aspettative, non temo nulla in particolare. Se ci saranno cose negative saranno anch'esse sicuramente funzionali alla mia crescita».

L'Irlanda l’ha scelta «semplicemente per curiosità». Vincenzo ammette: «mi sarei volentieri messo in gioco in esperienze in altri paesi magari anche più lontani».

A spingerlo è «la voglia di "crescere" come persona. Questo viaggio mi porterà ad allontanarmi, non solo dalla mia famiglia, ma anche da tutti coloro che conosco. Dovrò contare solo sulle mie forze e penso sia molto positivo.

Sono molto legato a Corato perché qui c'è tutto il mio vissuto, tutto ciò a cui tengo. Spero di ritornare più consapevole e che quest'esperienza mi permetta in futuro di dare il mio piccolo contributo alla società di questo paese».

Vanda Casillo, 16 anni. Starà due mesi in Australia. È già partita giovedì scorso
«Ho messo in valigia tanto coraggio e forse questo mi aiuta a trionfare sulla mie paure. La mia famiglia e i miei amici perché loro mi danno la forza giorno dopo giorno per andare avanti e affrontare al meglio la mia esperienza. Ah! Quasi dimenticavo, ci sono anche dei pacchi di caffè, così da non perdere le buone abitudini.

Ho provato a lasciare a casa sicuramente un po' di paura: le cose migliori nella vita si trovano oltre le nostre paure, superate quelle possiamo trovare ciò che la vita ha di meglio da offrire».

Vanda ha idee e obiettivi chiari: «abbandonare il mio porto vivendo un'esperienza unica dall'altra parte del mondo, studiando materia mai studiate, assaporando nuovi cibi, bagnandomi nelle acque dell'oceano, respirando nuove culture, stando lontana da casa per ben due mesi facendo a meno delle mie solite abitudini».

«Da sempre – racconta Vanda - sono stata attratta dall'Australia o come la chiamavo da piccola “ustralia”. È sempre stato un sogno visitare la Terra dei canguri e dei koala, perdersi nell'immensità della natura, provare a surfare e vivere quasi perennemente in estate.

Inizialmente sì – non lo nego - temevo di non trovarmi bene con la mia famiglia ospitante e di non riuscire a comunicare con loro. Ora però sto bene, gli australiani sono sempre ottimisti, generosi, chiacchieroni, disponibili e abituati a essere circondati da persone di tutto il mondo. Viaggiare aiuta sempre a crescere e a responsabilizzarsi, soprattutto quando lo si fa a 16 anni, è un semplice arrivederci perché le radici sono ben salde.

E pensando a Corato: «io vado, ma poi torno – dice Vanda - È una sfida per me ma alla fine i benefici di questa esperienza li trarrò non solo io ma anche tu. Scoprirò me stessa, stimolando la mia curiosità e stravolgendo le mie abitudini. Mi allontanerò da casa per avvicinarmi a me stessa ma alla fine ti porterò tante nuove prospettive».

Alessia Latti, quasi 17enne. Starà sei mesi in Brasile, nella capitale Brasilia
«In valigia con me porto la voglia di imparare, sotto tutti i punti di vista. Porto una parte della Puglia, la mia terra da far conoscere a tutta la gente che incontrerò. E poi la curiosità dei miei 17 anni, proprio quella che mi ha spinto a fare questa esperienza.

Viaggiare è sempre stato il mio sogno. Mi affascina l'idea di portare la mia cultura altrove e perché no, portare la cultura di altri nel mio paese. Credo che l'esperienza che sto per affrontare sia una delle migliori. Mi aspetto che tutto questo mi aiuti a crescere, a mostrare la parte migliore di me, a riflettere di più ma soprattutto ad osservare tutto quello che è attorno a me e che magari ho guardato senza attenzione. Vorrei mettermi alla prova, provare ad essere sola per una volta, creare delle relazioni e confrontarmi con altre culture ma soprattutto sbagliare da sola.

La scelta del Brasile non casuale: «sinceramente fin piccola vedevo quella terra come "un parco giochi" per i suoi colori, la gente sempre allegra, il sole e il mare. Mi ha sempre affascinata sotto vari aspetti e l'idea di poterci andare da sola per 6 mesi mi piace o meglio mi entusiasma. L'unica cosa che temo forse è il primo approccio con la lingua, non sarà facile farsi comprendere, soprattutto se le usanze sono completamente diverse dalle tue. Per il resto sono felice così.

A Corato dico "arrivederci": anche che mi mancherà questa piccola città, mi mancherà conoscere bene o male tutta la gente che mi sta attorno, le piccole manifestazioni che si organizzano qui, passeggiare per le strade che oramai considero come "casa". Insomma, Corato mi mancherai, ci rivediamo presto e magari mi rivedrai anche un po’ diversa».

Valeria Sorice, 17 anni. Starà tre mesi in Belgio Fiammingo
In valigia ha messo «spirito d'adattamento, pazienza, voglia di conoscere posti e persone e tanta felicità. Voglio partire senza aspettarmi niente, cercherò solo di vivere al meglio ogni momento. Ho voglia di fare nuove esperienze, di mettere alla prova me stessa. Voglio provare a cavarmela da sola in un luogo che non conosco e con una lingua differente. C'è sempre un po' di timore prima di partire per qualunque cosa, ma sono ostacoli che si possono superare.

Perché ho scelto Belgio? Principalmente per i fantastici dolci che preparano, ma anche per i paesaggi verdi, e per le bellissime città che spero di visitare, Bruges o Bruxelles per esempio.

Non mi resta che dire “ciao Corato”, quando tornerò avrò qualcosa in più: amici, esperienza, responsabilità e anche qualche chilo».

Luca Marcone, ha 16 anni e sta per partire per un anno in Giappone. È il vincitore della borsa di studio dedicata alla memoria di Francesco Tedone, giovane vittima coratina dell’incidente ferroviario del 12 luglio. Luca andrà ad Oita, la stessa città dove Francesco ha trascorso il suo anno con Intercultura.

«In valigia con me, oltre ai vestiti, porto la voglia di viaggiare, di scoprire e conoscere, porto anche un pezzo di Italia da distribuire in piccola parte agli abitanti del posto, tutte le emozioni sia positive che negative per poter vivere in pieno quest'esperienza in quel paese.

Ho scelto il Giappone ma, quasi quasi, non so nemmeno io perché. Mi affascina sotto ogni aspetto, quel continuo rispetto verso gli altri e in ogni minima cosa, la cura dei dettagli che non lascia nulla al caso. L'unica cosa che temo è la mancanza di casa che si farà sentire più forte in alcuni momenti ma sono sicuro che riuscirò a superarla.

Mi aspetto di crescere e scoprire chi sono veramente, di creare tanti altri rapporti di ogni genere dall'altra parte del mondo, con amici e famiglia, di imparare una nuova lingua per poter comunicare con ancora più gente, di entrare in una cultura per impegnarmi a comprenderla e viverla. Tante cose insomma.

Ciao Corato! Ci rivediamo l'anno prossimo con tante storie da raccontare».

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