Storie di coratini nel mondo

Da Corato al Marocco. Massimiliano Lauciello abbandona l’Italia e crea un circo tutto suo

«Si chiama "Circo Massimo" ed è stato sempre il mio sogno, fin da bambino. Sono riuscito a realizzarlo insieme a mia moglie Samira», ci racconta Lauciello

Attualità
Corato venerdì 18 aprile 2014
di Marianna Lotito
Da sinistra Alessandro, Samira e Massimiliano Lauciello
Da sinistra Alessandro, Samira e Massimiliano Lauciello © n.c.

Nato con la passione per il circo. Si definisce così Massimiliano Lauciello, il coratino che lo scorso luglio ha lasciato la città per il Marocco ed ha realizzato il suo desiderio: dare vita ad un circo tutto suo.

«Si chiama "Circo Massimo" ed è stato sempre il mio sogno, fin da bambino. Sono riuscito a realizzarlo insieme a mia moglie Samira» ci racconta Massimiliano per telefono.

A segnalarci la sua singolarissima storia è stata la mamma: «Non riuscivo a credere a ciò che mi raccontava mio figlio fino a quando non l'ho visto con i miei occhi».

Di solito il circo è "un'arte di famiglia". In questo caso no. Massimiliano è nato e cresciuto a Corato, con sua madre e suo padre, prima vigile urbano e poi funzionario del comune.

«Quando ero piccolo - racconta Massimiliano - i miei genitori mi portavano a vedere gli spettacoli del circo e io non facevo altro che disegnarli. Ho frequentato l'Istituto d'arte a Corato ma ho interrotto al terzo anno. Ho iniziato subito a lavorare con mio fratello, avevamo un luna park. Poi, finalmente, ho iniziato con il circo.

Dapprima ho fatto il pubblicista, andavo in giro a cercare sponsor. Poi, a 27-28 anni, ho iniziato ad intervenire nello spettacolo, prima come presentatore, poi come trapezista e poi con l'equitazione. Ero già grande per cominciare ma.. la passione era più forte».

La svolta è arrivata nel 2013, quando con Samira (la sua seconda moglie) ha deciso di aprire un circo tutto suo, in Marocco. «Ho comprato tutto il materiale in Italia - sottolinea Massimiliano - e l'ho portato in Marocco.

La mia gestione qui sta avendo davvero un grande successo. Io ragiono da imprenditore oltre che da artista e appassionato. E forse è proprio qui la chiave dei risultati che stiamo raggiungendo. All'inizio non è stato facile. Devo dire grazie a tutti gli amici del Marocco che mi hanno aiutato, per le piccole e per le grandi cose.

Oggi portiamo in scena uno spettacolo di quasi due ore e mezza, siamo circa 50 a lavorare stabilmente. I miei artisti arrivano da diverse parti del mondo e questo crea sotto il mio tendone un'atmosfera di grande interesse e scambio culturale. Siamo cinque famiglie ma ci sentiamo tutti parte di un'unica famiglia allargata».

Massimiliano ha trasmesso il suo talento e la sua passione anche ai suoi due figli: «Con me e mia moglie ci sono Alessandro e Adam. Il primo ha quasi 16 anni, il secondo 10. Alessandro è un bravissimo giocoliere e Adam sta seguendo le orme di suo fratello, nonostante sia ancora piccolo. Loro qui hanno un'insegnante italiana e ogni due mesi vanno a Casablanca per fare le verifiche scolastiche. E così avviene anche per gli altri bambini del circo, ognuno con la sua insegnante del paese d'origine».

Una vita difficile, piena di sacrifici e fatiche: «So sempre quando inizia la mia giornata e non so mai quando finisce. L'unica cosa che teme chi vive di circo è il vento, per il resto tutto è superabile.

Ciò che occupa maggiormente la mia giornata è la cura degli animali. Attualmente io faccio un numero come domatore di leoni e tigri. Con mia moglie invece facciamo un numero con serpenti e coccodrilli. Ho davvero degli esemplari splendidi».

Massimiliano guarda al futuro: «Adesso il mio obiettivo è di dare un futuro ai miei figli. Il successo che stiamo riscuotendo ci fa ben sperare. Le nostre agende di spettacolo sono piene già per parecchio tempo.

Penso di rimanere in Marocco ancora per un bel po'. In estate andremo in quella che è considerata la Rimini marocchina. Nei mesi successivi ho in programma l'Algeria e la Libia. Nei paesi orientali il circo è davvero molto amato, più che in Italia. E qui si resta in una stessa piazza almeno un mese, le città sono grandi.

Sono passati tanti anni dall'ultima volta che mi sono esibito in Italia, penso di tornarci tra 5-6 anni per rimanere per un semestre».

Anche per Massimiliano è stato, ed è, fondamentale il sostegno della sua famiglia: «Loro hanno sempre creduto in me e li ho delusi quando ho lasciato la scuola. Mi sono riscattato seguendo la mia passione più autentica e ora vedere gli occhi di mia madre gioire per quello che ho realizzato mi riempie di serenità».

Un consiglio per chi vuole intraprendere questo mestiere?

«Credere nei propri sogni e impegnarsi con tutte le forze per realizzarli», è questa la ricetta di successo di Massimiliano Lauciello.

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I commenti degli utenti
  • Angela Mazzilli Ventura ha scritto il 08 maggio 2016 alle 23:02 :

    Ma che si chiama "arte" quella di far vivere per TUTTA la vita gli animali in GABBIA ??? Proprio quelle specie, esattamente quelle, che, dovrebbero stare LIBERE per loro natura per sempre ........... Mah !!! Angela Mazzilli . Rispondi a Angela Mazzilli Ventura

  • Paola Quercia detta Paolina ha scritto il 21 aprile 2014 alle 20:14 :

    Ma si candida? Rispondi a Paola Quercia detta Paolina

  • Pino Capogna ha scritto il 18 aprile 2014 alle 18:34 :

    ....bene massimo!! Insieme a Luca Cifarelli eravamo amici di scuola e confermo che la tua passione e personalità circense era tangibile già dall’ora, insieme alla simpatia. Ti abbraccio e ti faccio tanti auguri per il proseguo della vs carriera. Pino Capogna Rispondi a Pino Capogna

  • Salvatore Tarricone ha scritto il 18 aprile 2014 alle 15:23 :

    Alle elementari avevi un’altra passione che mi faceva invidia, ma ora vedo che ne hai un’altra ancora più grande complimenti.Ti saluto con affetto e tantissimi in bocca al lupo. Quando ritornerai a Corato sarà un piacere incontrarti e ricordare il passato ciao. Rispondi a Salvatore Tarricone

  • Luca Cifarelli ha scritto il 18 aprile 2014 alle 14:43 :

    Eravamo compagni di classe alle Scuole Medie, lo ricordo sempre con simpatia. Rispondi a Luca Cifarelli

  • climb86 ha scritto il 18 aprile 2014 alle 10:07 :

    Poveri animali.....!!!! Rispondi a climb86

  • Antonio Bucci ha scritto il 18 aprile 2014 alle 09:32 :

    Mi ricordo molto bene dell’amico massimo. complimenti....è sempre stato un personaggio Rispondi a Antonio Bucci

  • Peppino Caputo ha scritto il 18 aprile 2014 alle 06:18 :

    Bravo, bravo e bravo!!!!! Rispondi a Peppino Caputo

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