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Corato - domenica 24 gennaio 2016 Cultura

Guidati dall’insegnate Laura Castrigno, sono stati gli studenti ad intervistare la scrittrice Gabriella Genisi

“L’idea piccante” di Gabriella Genisi, perché in Puglia «non solo si mangia, ci si siede a tavola»

Guarda le foto della serata di venerdì all’istituto professionale “Tandoi”

Gabriella Genisi © CoratoLive.it
di Marianna Lotito

C’è poco da discutere, il binomio cibo e cultura vince sempre. Perché «in Puglia non si mangia, ci si siede a tavola». Lo ha ricordato anche Gabriella Genisi che venerdì sera è arrivata in città con i suoi piccanti “Spaghetti all’assassina”.

L’ultimo romanzo giallo della scrittrice pugliese si è trasformato in un “ricettario” per gli studenti del corso alberghiero dell’istituto professionale “Tandoi”. Ha insegnato loro cosa vuol dire scegliere un registro stilistico piuttosto che un altro, a raccontare le storie, le persone, la Storia. E poi anche una ricetta barese.

Guidati dall’insegnate Laura Castrigno, sono stati gli studenti ad intervistare la scrittrice. Al suo fianco, oltre alla dirigente Adduci, anche Angela Pisicchio responsabile del locale Presìdio del libro che annuncia: «come associazione regionale abbiamo deciso di aiutare questa scuola ad arricchire il suo patrimonio librario. Iniziamo proprio con le copie dei libri di Gabriella Genisi».

Perché unire letteratura ed enogastronomia
«Ho condito le storie con le ricette - risponde la Genisi - sono stata una delle prime a riprendere questo espediente usato per alcuni celebri protagonisti di questo genere letterario. Gli “spaghetti all’assassina” da qualche tempo sono una ricetta che “impazza” a Bari. Nel mio romanzo muore un cuoco, per un motivo specifico: sono contro la spettacolarizzazione del cuoco che, invece, è un mestiere assai serio.

La memoria olfattiva è una potente macchina del tempo, tante volte passeggiamo e ci sentiamo rapiti da un profumo. E’ una strategia che funziona anche nei romanzi: ieri ho appreso di essere finalista in un concorso nazionale che premia i libri che mettono insieme food e novel».

Il ruolo della città di Bari
«E’ l'altra protagonista del romanzo, cerniera tra occidente e oriente. Tiene ben stretto il mio racconto con la storia che stiamo vivendo. Verso la fine del libro io parlo di un terrorista che passa da Bari: l’ho pubblicato a luglio e ad agosto è accaduto davvero. E’ la dimostrazione di quanto lo scrittore debba essere “visionario”, attento a documentarsi bene e immaginare cosa può accadere.

Prima di scrivere questa puntata del commissario Lolita - aggiunge la Genisi - io ho letto alcuni dossier in cui era già annunciata la pericolosità della posizione geografica di Bari sul versante terrorismo».

Cosa ha ispirato Gabriella Genisi
«Noi siamo quelli che i nostri genitori ci insegnano e Lolita sceglie la sua strada proprio in virtù dell'omicidio di suo padre. Io per prima ho iniziato a scrivere subito dopo la morte di mio padre. E' allora che la mia vita è iniziata di nuovo, sono diventata grande. Ho letto tanto grazie a lui e solo dopo ho iniziato a scrivere».

L’opinione di Marina Mastromauro, amministratore delegato del Pastificio Granoro
«Da questo libro trasuda una forte territorialità, richiama lo spirito della nostra linea Dedicato. Siamo convinti che si possa produrre grano duro di qualità anche in Puglia così come libri accade per i libri di successo. Portiamo così la nostra Puglia e la nostra Italia nel mondo».

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