Un luogo in cui "i saperi sono vivi"

A Palazzo Gioia i coratini descrivono «la biblioteca che vorrei»

Sistema museo: «vogliamo raccogliere idee per dare alla biblioteca Matteo Renato Imbriani un volto nuovo. Un assetto in cui il patrimonio librario diventi un'esperienza concreta per chi la frequenta»

Cultura
Corato giovedì 01 ottobre 2015
di La Redazione
A palazzo Gioia i coratini descrivono "la biblioteca che vorrei" © CoratoLive.it

Accogliente, funzionale e con una gestione partecipata. Così i coratini descrivono "la biblioteca che vorrei". Un luogo in cui "i saperi sono vivi". Con l’idea di “ridisegnare” la biblioteca ieri si sono radunati all'ombra di palazzo Gioia circa una quarantina di persone, dagli studenti dell'Oriani ai docenti in pensione.

«Vogliamo raccogliere idee per dare alla biblioteca Matteo Renato Imbriani un volto nuovo. Un assetto in cui il patrimonio librario diventi un'esperienza concreta per chi la frequenta».

Così Maria Francesca Casamassima ha introdotto “Tra carte e libri. La cultura che vorrei”, un "world café" promosso dalla Società Sistema Museo (che ha in gestione Museo e biblioteca) in collaborazione con il Comune di Corato - assessorato alla cultura, l’associazione turistica Pro Loco "Quadratum", l'Arci “La locomotiva” e il Forum dei Giovani di Corato.

Sei le parole chiave da cui partire: «innovazione, cultura, condivisione, comunicazione, star bene, partecipazione».

Vista la ricchezza dei contenuti raccolti, nei prossimi giorni verrà annunciata la data della conferenza stampa in cui presentare le riflessioni emerse ieri pomeriggio grazie anche ai giovani facilitatori dei gruppi.

Qualche anticipazione. Studenti ed ex insegnanti chiedono «maggiore interazione tra biblioteca e scuola». Una delle idee è quella di «portare la biblioteca nelle assemblee di istituto per far conoscere agli studenti i servizi che offre» ma anche aprirla alla possibilità «dell’alternanza scuola-lavoro».

Secondo alcuni «gli studenti potrebbero lucrare dei crediti scolastici facendo servizio volontario in biblioteca: in questo modo gli orari di apertura sarebbero più comodi».

In ultimo un salto indietro nel tempo per guardare al futuro. Serve «rinnovare i locali e magari rendere disponibile un punto di ristoro all’interno. Per noi giovani la biblioteca ideale diventa un luogo di aggregazione sociale».

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