L'installazione si chiamava “Crisi mistica” ed era un modo per ricordare, raccontare e condannare proprio il gesto scellerato - quello sì - di chi nel giugno scorso ha rubato la statua della madonnina dall'arco Santa Rita

Quando un’opera d’arte diventa un «gesto blasfemo». La (vera) storia dell’arco Santa Rita

Si aggiunge un’altra pagina al capitolo dell’arte incompresa a Corato. Ad essere additata come atto vandalico prima e vilipesa da pesanti giudizi morali poi, questa volta è stata un'opera di Alessandro Del Re realizzata per Verso Sud

Cronaca
Corato mercoledì 07 ottobre 2015
di La Redazione
L'opera di Del Re realizzata presso l'arco Santa Rita
L'opera di Del Re realizzata presso l'arco Santa Rita © CoratoLvie.it

Si aggiunge un’altra pagina al capitolo dell’arte incompresa a Corato. Ad essere additata come atto vandalico prima e vilipesa da pesanti ed affrettati giudizi morali poi, è stata questa volta una installazione di Alessandro Del Re, in arte Octopus, realizzata nel corso del celebratissimo festival "Verso Sud" svolto in città dal 2 al 4 ottobre.

L'opera si chiamava “Crisi mistica” ed era un modo per ricordare, raccontare e condannare proprio il gesto scellerato - quello sì - di chi nel giugno scorso ha rubato la statua della madonnina dall'arco Santa Rita.

«Si tratta di una sorta di fotografia al ladro mentre compie il furto» ha raccontato sabato pomeriggio lo stesso Octopus durante l'affollato percorso intitolato “Svelo”.

Ad essere rappresentato era un fantoccio arrampicato sull’arco con una bambola vestita di pizzo nero decorata da una corona nera di cartoncino, in molti tratti simile alla statuetta originale, così come si vede dalle immagini della nostra galleria fotografica.

Il verbo al passato è d’obbligo: non appena il festival è terminato, qualcuno ha infatti distrutto parte dell’installazione. 

«Volevamo proprio raccontare, e denunciare, la perdita del senso del sacro» ha fatto sapere Giuliano Maroccini, uno degli organizzatori di "Verso Sud". E l’atto di vandalismo compiuto alla installazione di Del Re «ne è la conferma: il fantoccio è stato trafugato e la bambola “impiccata” all’arco con una catenina. Ancora una volta il sacro non è stato rispettato». 

In rete i commenti si sono moltiplicati in poche ore. Senza il minimo riferimento all’opera di Del Re, di cui forse neppure si ha cognizione. Addirittura alcuni parlano di «blasfemia» o di un gesto «opera di “satanisti”».

In una recente intervista a Repubblica, Del Re non ha definito le sue creazioni come arte «ma come voglia di sperimentare e di continuare a giocare anche da grande».

In occasione della Quaresima 2015, lo street artist di origine barlettana ha realizzato un Cristo chiodato alto 170 centimetri e largo 120. L’opera, intitolata “Oh My God”, raffigura un Cristo a grandezza naturale in chiaro scuro, realizzato applicando 2mila chiodi su un vecchio imponente portone in legno di Palazzo Bonelli, edificio nobiliare nel centro storico della Città della Disfida.

Della sua opera hanno parlato in tanti e per molti quel portone ora è diventato un luogo in cui ricavarsi dei momenti di meditazione. A Corato, evidentemente, non è stato così.

Lascia il tuo commento
commenti