Un'occasione unica di armonia e dialogo resa possibile grazie a ciascuno degli ospiti presenti

Una cena etnica per “Servire qualcuno”. Le immagini

Sorrisi e condivisione. Sono questi i frutti più belli di "Io servo", primo appuntamento del “Caleidoscopio”

Attualità
Corato giovedì 03 marzo 2016
di La Redazione
Una cena etnica per "Servire qualcuno" © n.c.

Sorrisi e condivisione. Sono questi i frutti più belli di "Io servo", primo appuntamento del “Caleidoscopio”. Il progetto della Pastorale giovanile è patrocinato dal Comune di Corato e realizzato in collaborazione con il Forum dei giovani di Corato, il Teatro delle Molliche, La Compagnia del Canovaccio e l’Associazione Culturale “Vivere In”.

Il Centro aperto "Diamoci una mano", luogo in cui "io servo" è il principio essenziale, con il suo Presidente Paolo Torelli ieri ha aperto il cuore e le porte a questa iniziativa: una cena etnica che ha messo attorno alla stessa tavola rifugiati e giovani coratini. Un'occasione unica di armonia e dialogo resa possibile grazie a ciascuno degli ospiti presenti.

«Ai fornelli - spiegano dal Caleidoscopio - i cuochi coratini membri dell'Associazione "Quadratum Culinarie Team", chiamati a coniugare i sapori, i profumi e le diverse culture e renderle viatico di un dialogo che trova nella tavola il suo spazio migliore. Hanno offerto un itinerario culinario alla scoperta dei gusti del mediterraneo, dal cous-cous al delizioso baklawa, passando per le nostre orecchiette di grano arso».

A scandire la serata la storia di Filemone e Bauci tratta da "Le metamorfosi" di Ovidio - a cura della Compagnia del Canovaccio, un racconto che racchiude un po' tutti i messaggi dell'iniziativa: dal servizio, all'ospitalità, fino alla convivialità del pasto.

«Vogliamo ringraziare Maiora srl, titolare del marchio Despar per il Sud Italia, che è stata partner dell'iniziativa per il grande supporto offertoci e la sensibilità dimostrata per lo sviluppo di questa specialissima cena etnica vissuta con lo sguardo rivolto verso il prossimo ed una riscoperta della fratellanza, anche a tavola.

Insieme a questi, ringraziamo anche i Panifici "Betty" e "Tricarico", il Pastificio "Granoro", la ditta "Alessandro Ficco" per le spezie e "Pantheon - Sala ricevimenti"» precisano dal Caleidoscopio.

Nel pieno spirito della serata, nulla è andato sprecato: le porzioni non consumate sono state destinate alla mensa diurna per i poveri del Centro Aperto "Diamoci una mano", insieme al latte, i biscotti e gli omogeneizzati raccolti per l'occasione.

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