Con questo approfondimento vogliamo dare voce a chi, nel disegno di legge Cirinnà, scorge la possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti. Oggi per la prima volta il ddl sarà votato in Senato

Il coraggio di essere se stessi. Videointerviste ai “sì” alle unioni civili

Chi vive la propria omosessualità a Corato ammette: «siamo in tanti». E poi il messaggio di Anna: «a me e a papà piacciono i maschi» e la voce degli psicologi di Puglia

Attualità
Corato martedì 02 febbraio 2016
di Marianna Lotito
Anna Mazzilli
Anna Mazzilli © Lella Povia

«Io esisto e vivo a Corato, non su una nuvola di un mondo parallelo». Lo dice a chiare lettere Anna, una giovane ragazza coratina che fin dalla sua infanzia ha imparato a comprendere e vivere serenamente l’omosessualità di suo padre.

La sua è una testimonianza importante in questo momento storico in cui l’Italia si sta interrogando sulla possibilità di concedere anche alle coppie omosessuali di adottare il figlio biologico di uno dei due partner: oggi per la prima volta il ddl sarà votato in Senato.

Con questo approfondimento vogliamo dare voce a chi, nel disegno di legge Cirinnà, scorge la possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti.

Ad Anna. Che fin da piccola ha scoperto la bellezza della diversità e combatte «perché a nessuno venga tolto il diritto di amare ed essere amato». Ci ha raccontato come ha scoperto e vissuto la scoperta di suo padre, del ruolo fondamentale di sua madre e delle sfide che il contesto scolastico ha posto sulla sua strada.

A Massimo, il papà di Anna. Un coratino che da sei anni vive in Cina con il suo compagno e spera che l’Italia possa presto riconoscere le unioni civili «così come avviene in tantissimi altri paesi. Sarebbe una forma di tutela anche per i minori che vivono una situazione diversa dal solito». Perché «non c’è nulla di più bello della verità e della libertà di essere se stessi».

A Luciano, che da sempre vive a Corato la sua omosessualità. Oggi è con il suo compagno: «la convivenza ci porta a vivere la bellezza del sentimento dell’amore. In città - ci dice Luciano - ci sono tantissimi omosessuali e il segreto per ottenere il rispetto di tutti è essere se stessi. E’ necessario aiutare le persone a comprendere la realtà».

Ad Alessandra e Krì, al loro essere coppia a 23 e 25 anni. Vivono a Corato da alcuni mesi e, con la limpidezza e il coraggio di pochi, ci raccontano la scoperta della loro sessualità: «non bisogna vergognarsi ed è bene rendere consapevoli anche i propri genitori». 

L’ultima delle interviste è a Vanda Vitone, vice presidente dell'ordine degli psicologi di Puglia. A lei abbiamo chiesto qual è il punto di vista della comunità scientifica riguardo agli ipotetici rischi che un bimbo correrebbe nel caso in cui accanto al suo genitore biologico ci fosse un partner dello stesso sesso. Netta la risposta: «una coppia di gay o di lesbiche può creare un ambiente favorevole alla crescita di un bambino. I problemi possono arrivare dall’esterno: pregiudizi e bullismo sono fattori stressogeni».

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I commenti degli utenti
  • Giuseppe Curtatone ha scritto il 05 febbraio 2016 alle 13:40 :

    A questo link, invece, viene spiegata l’infondatezza degli studi a favore dell’adozione alle coppie gay. www.documentazione.info/adozioni-gay-i-punti-deboli-degli-studi-a-favore Rispondi a Giuseppe Curtatone

  • Giuseppe Curtatone ha scritto il 05 febbraio 2016 alle 13:25 :

    In merito ai possibili "rischi" per il bambino di avere "genitori" dello stesso sesso, suggerirei alla dr.ssa Vitone di leggere gli innumerevoli e autorevoli studi effettuati nonché le testimonianze dirette di bambini oggi adulti che hanno vissuto questa esperienza. Si veda, ad esempio, questo link www.documentazione.info/adozioni-a-coppie-gay-tutti-i-ragionevoli-dubbi-della-scienza Rispondi a Giuseppe Curtatone

  • Giuseppe Curtatone ha scritto il 03 febbraio 2016 alle 12:06 :

    Articolo + 3 video interviste, non vi sembra di essere un tantino di parte? Rispondi a Giuseppe Curtatone

  • Lorenzo Tandoi ha scritto il 02 febbraio 2016 alle 13:42 :

    Non ho capito cosa ha scritto il sig. Di Gennaro, colpa mia. Mentre scrivo, rifletto sull’omofobia... ed io che credevo si discutesse sull’equiparazione alla famiglia naturale, come da costituzione. E mi costa tanto commentare questo articolo... Rispondi a Lorenzo Tandoi

  • Lella Povia ha scritto il 02 febbraio 2016 alle 08:44 :

    Grazie Marianna. I pregiudizi nascono dall’ignoranza e si combattono solo con la conoscenza. Rispondi a Lella Povia

  • salvatore di gennaro ha scritto il 02 febbraio 2016 alle 06:31 :

    L’omofobia è una delle tante avversioni che fanno parte della sfera ancestrale dell’uomo. La Natura ci vorrebbe omologati verso l’alto: tutti belli, tutti sani, tutti atletici,tutti forti, tutti intelligenti, tutti benestanti, tutti vincenti e così via, ed è una corsa spasmodica nel raggiungere, da parte degli uomini, questi obiettivi. Ma mentre prima l’uomo abbandonava a se stesso il "diverso" di turno ora, oltre ad emarginarlo, lo si deride, lo si sberleffa, lo si umilia, gli si creano complessi insormontabili. Chiaramente, più l’uomo è culturalmente vicino al momento in cui da quadrumane divenne bipede, più questi comportamenti negativi si evidenziano. Siamo sempre lì: è inutile fare campagne contro questa o quella avversione se poi non si fa nulla per far "crescere" culturalmente le persone alle quali quelle campagne sono rivolte. Rispondi a salvatore di gennaro

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