L’iniziativa, organizzata dal Forum dei giovani e dalla Casa famiglia della mamma con il patrocinio del Comune di Corato, è nata anche grazie all’idea e alla volontà del comitato spontaneo delle famiglie dei giovani scomparsi

Quando “nasce una stella”. Le immagini

Corato ricorda le vittime della strada. Una messa celebrata in chiesa Matrice dal vicario cittadino e poi, candela in mano e occhi bassi, parenti e amici "delle stelle" verso il cuore di luce realizzato in piazza Vittorio Emanuele

Attualità
Corato lunedì 30 novembre 2015
di Marianna Lotito
Corato ricorda le vittime della strada © CoratoLive.it

Dai passi silenziosi alla canzone di Giorgia, per arrivare all’applauso rivolto a tutte le «stelle che sono in cielo». E’ stata pensata così ieri la Giornata dedicata alla vittime delle strada, troppo spesso giovanissime. 

Una messa celebrata in chiesa Matrice dal vicario cittadino, don Peppino Lobascio, e poi tutti in marcia. Candela in mano e gli occhi bassi, parenti e amici dei coratini rimasti vittime della strada hanno raggiunto piazza Vittorio Emanuele. Ad accoglierli un grande cuore fatto di luci e dei palloncini bianchi.

L’iniziativa, organizzata dal Forum dei giovani e dalla Casa famiglia della mamma con il patrocinio del Comune di Corato, è nata anche grazie all’idea e alla volontà del comitato spontaneo delle famiglie dei giovani scomparsi.

Nelle parole di Adriana Cusmai, promotrice del comitato, il pensiero ai familiari «che hanno trovato nell’amore, declinato in tutte le sue forme, la risposta al dolore della perdita. Non ci restituirà chi abbiamo perduto ma ci aiuterà a vivere».

«Sembra un paradosso ma la mia forza la prendo da te» le ha fatto eco la sorella di un ragazzo «nato in cielo» sei anni fa. Non si è fatta fermare dalle lacrime mentre leggeva la lettera rivolta “alla sua stella”, e con voce strozzata, la giovane donna è riuscita ad unire tutti in un grande abbraccio. Quello tra le persone che hanno provato lo stesso dolore ma hanno nel cuore la forza di impegnarsi perché sempre più si possa dire «mai più».

«Ringrazio tutti i presenti, perché ognuno ha donato una parte del proprio cuore per questa giornata» ha detto Savino Maldera in rappresentanza del sindaco Mazzilli ma anche come presidente della Casa famiglia della mamma. «Siamo qui per ricordare chi oggi non c’è più e non posso non rivolgere un saluto a Luigi Marcone: al dolore della sua perdita si associa il suo grande esempio di amore donato».

Tra le parole di dolore e di speranza delle famiglie delle vittime, ci sono anche quelle di una mamma che chiede «sostegno al sindaco per costituire una associazione che serva a sensibilizzare le coscienze dei giovani, contro l’uso dell’alcool e delle droghe. Un luogo in cui chi ha perso una persona amata possa far capire loro cosa si prova». Perché «quando si parla di sicurezza stradale, anche una sola vita salvata è una vittoria» come ha sottolineato Pasquale Tedone, sempre in giro per la Puglia con l’obiettivo di sensibilizzare.

Compagno della messa celebrata in chiesa Matrice da don Peppino e di tutta la serata è stato un casco, quello che ha salvato la vita ad Alfredo.

«Quando vi chiediamo di mettere la cintura o il casco, lo facciamo per il vostro bene» ha detto il vice comandante della polizia municipale, Giuseppe Loiodice. «Perché a noi per primi, come a tutti gli operatori dei soccorsi sanitari, rimane nel cuore lo strazio delle scene degli incidenti e delle famiglie delle persone coinvolte».

Con una mano su quel casco e gli occhi rivolti al cielo Alfredo è un applauso alla vita, da proteggere, sempre.

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