Pochi in città sanno chi è e perché dà il nome a quella che è sempre stata chiamata “la piazza del pesce”

Giuseppe Di Vagno conquista la sua piazza. Le immagini del murales di Gomez

A svelare a tutti chi è Giuseppe Di Vagno in questi giorni ci pensa un enorme murales di Luis Gomez de Teran realizzata come anteprima del festival “Verso sud” organizzato dall’associazione “Lavorare stanca”

Attualità
Corato lunedì 28 settembre 2015
di La Redazione
Giuseppe Di Vagno conquista la sua piazza © CoratoLive.it

Finalmente Giuseppe Di Vagno “si affaccia” sulla sua piazza. Squarcia un velo nero, simile a quello che forse ancora oggi copre la sua identità. Pochi in città sanno chi è e perché dà il nome a quella che è sempre stata chiamata “la piazza del pesce”.

A svelare a tutti chi è Giuseppe Di Vagno in questi giorni ci pensa un enorme murales di Luis Gomez de Teran realizzata come anteprima del festival “Verso sud” organizzato dall’associazione “Lavorare stanca” in collaborazione con il Comune di Corato e il Forum dei giovani. Un’altra occasione in cui “L'arte è di strada” e trionfa.

«Quello che vedete sul muro è Giuseppe Di Vagno, un politico che difendeva i contadini e i braccianti» ha detto Gomez al termine del secondo giorno di lavori. «Quello che convinse Giolitti a costruire l'acquedotto pugliese. Fu ucciso dai fascisti con tre colpi di pistola alle spalle. I colpi sono rappresentati dalle tre frecce, un rimando al martirio di San Sebastiano (c'è anche il tronco di albero che lo ricorda). Il velo nero rappresenta il fascismo».

Luis Gomez è nato in Sudamerica e cresciuto a Roma, in Italia. Il suo percorso nella street art inizia da giovanissimo, con le prime tag nelle periferie della capitale. Dopo i primi esperimenti su tela da autodidatta, torna ai muri con opere di grandissime dimensioni che attingono alla mitologia classica e alla storia.

Oggi il suo tratto inconfondibile compare sui muri di Londra, Barcellona, e Berlino, dove ha appena riscritto la storia per immagini di "Orfeo e Euridice", regalando sette incredibili opere alle mura esterne del noto club berlinese Wilden Renate. 

Gômez sarà al lavoro in piazza di Vagno fino a domani. La sua opera purtroppo resterà visibile solo per alcuni mesi: il progetto di riqualificazione della piazza prevede infatti la costruzione di una sorta di quinta che coprirà completamente l'opera.

Il murale di Di Vagno sarà quindi spettatore privilegiato dei lavori che daranno alla piazza un volto nuovo e poi lascerà il posto alla riproduzione della facciata del palazzo ducale che fino agli inizi del '900 si affacciava su via Roma e via Monte di Pietà.

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I commenti degli utenti
  • sother ha scritto il 28 settembre 2015 alle 09:37 :

    Più che "vittima del fascismo", lo fu della confusione politica, sociale e mentale che aleggiava in quegli anni, e che permise la nascita e l’affermarsi del fascismo stesso. Quando si celebra un grande personaggio (e Giuseppe Di Vagno, a leggere la sua biografia, lo fu certamente), se da un lato si esalta la sua figura, dall’ altro si rimarca la pochezza del resto delle persone che, col loro essere insignificanti, con la loro inerzia, con il loro "stare solo a guardare", permettono, purtroppo talvolta, quasi l’evidenziarsi dell’inutilità dell’ impegno del singolo. A quasi cent’anni dalla sua morte non mi sembra infatti che il meridione, per l’emancipazione del quale lo stesso Di Vagno si è battuto, abbia fatto quel salto di qualità tale da farlo diventare il "faro guida" dell’Italia intera. E’ emblematica, in quel bel murale, la "solitudine" scenica del personaggio. Salvatore Di Gennaro Rispondi a sother

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