Il Giorno della Memoria è stato istituito ufficialmente dall'Onu nel 2005 quale commemorazione del genocidio nazifascista degli ebrei

“Ricordare per non dimenticare”, Civiltà Creativa celebra il Giorno della Memoria

Il 27 gennaio a partire dalle 9, un programma di iniziative indurrà, attraverso una pluralità di linguaggi, al ricordo e alla riflessione sulla Shoah

Attualità
Corato sabato 24 gennaio 2015
di La Redazione
La Shoah e la Memoria © n.c.

L'angoscia della separazione, il dramma della spoliazione della propria identità, l'annichilimento fino alla completa distruzione: queste sono le tragiche immagini che tornano alla mente pensando all'Olocausto.

Il Giorno della Memoria, istituito ufficialmente dall'Onu nel 2005 quale commemorazione del genocidio nazifascista degli ebrei, «ci pone "prepotentemente" dinanzi a riflessioni sul senso della vita, sul ruolo della democrazia negli stati e della sua assenza, sull'etica, sulla dignità e il rispetto di ogni vita umana. Tramite il ricordo si evoca il passato: bisogna far sì che il tempo non cancelli le tracce dell'orrore, che l'oblio non riduca il dramma ad una favoletta. Con un'opera d'arte, con una testimonianza ricordare ci permette di tramandare, di non sopprimere, di non dimenticare».

Con questo intento e consapevole dell'importanza storica e sociale del Giorno della Memoria, l'associazione Civiltà Creativa, col patrocinio dell'Amministrazione Comunale e del Forum dei Giovani di Corato, propone alla cittadinanza il progetto artistico- culturale “Ricordare per non dimenticare”: il 27 gennaio un programma di iniziative indurrà, attraverso una pluralità di linguaggi, al ricordo e alla riflessione sulla Shoah.

Si comincerà alle 9, quando presso la biblioteca comunale sarà inaugurata l'installazione artistica “I Binari della Memoria”, un percorso emozionale interattivo realizzato dalle artiste AnnaMaria Lamonica, Maria Antonia Castriotta e Domiziana De Marinis: «ricorrendo a immagini rapide ed essenziali” spiegano le curatrici “si fanno emergere i soli dati elementari, lasciando alla sensibilità del visitatore la ricostruzione del dramma dell'Olocausto ma anche della speranza che resiste persino nell'abisso del Male Assoluto».

Alle 17, presso la sala conferenze della biblioteca, avrà luogo l'incontro con Anna Zeligowski, che nel libro “Fuga dalla Paura” ha raccolto le memorie dei suoi genitori Henryk e Irena, ebrei polacchi che hanno vissuto in prima persona l'orrore della Shoah. Si tratta dunque di un documento di eccezionale importanza, che il pubblico potrà scoprire dialogando direttamente con la curatrice.

Nel corso dell'incontro sarà poi proiettato il mini documentario di Salvatore Tempesta “#Remember”, che rielabora in chiave emozionale il rapporto che i social networks hanno con il Giorno della Memoria.

A conclusione della giornata, alle 20 in piazza Sedile si terrà lo spettacolo “Passi di Pace”, «un viaggio nelle danze ebraiche e di altre nazioni soggette a genocidi, che aiuta a non dimenticare e a creare ponti di pace. Le note e i passi porteranno a riflettere e a celebrare la vita» dichiara Elena Loiodice, portavoce dell'associazione Abracadanze che ne curerà l'allestimento.

“Questa manifestazione” dichiara l'assessore alla cultura Francesco Scaringella «avrà il duplice compito di commemorare le vittime della Shoah, ma anche di far sì che il loro sacrificio non cada nell'oblio, e che anzi diventi un punto di partenza per debellare ogni tipo di discriminazione».

Sarà fondamentale il coinvolgimento degli studenti delle scuole coratine, che nella mattinata del 27 avranno modo di assistere all'inaugurazione dell'installazione artistica e di incontrare Anna Zeligowski per porgerle le loro domande e riflessioni.

Lascia il tuo commento
I commenti degli utenti
  • sother ha scritto il 24 gennaio 2015 alle 07:26 :

    Più che ricordare le cose ad un uomo con la memoria assai corta e che necessita di qualcuno che istituzionalmente gli faccia tornare alla mente qualcosa di importante, occorre capire i motivi per i quali tale uomo si comporta quasi sempre in un modo assai contrastante con la razionalità, la logica, l’etica. Emerge allora l’antitesi tra ciò che dovrebbe essere e ciò che è, e quest’ultima realtà ha chiaramene il sopravvento sull’idealismo. Che fare allora? Dichiarare una guerra al "male", già persa in partenza? Predicare un cambiamento che non avverrà mai, cadendo nel patetico? Ho sempre sostenuto che arginare un fiume straripante non serve ad alcunché: occorre assecondare la piena, creandole ostacoli via via sempre più efficienti. Insomma, non si può cambiare l’indole dell’uomo, ma si può aiutarlo a migliorare. Purtroppo questo è un obiettivo raggiungibile solo localmente. E altrove? Rispondi a sother

Le più commentate
Le più lette