Al "Tannoia" di Corato la giovane impresa "Micco" si racconta

Claudio Rocco LiveYou - Attualità
Corato - venerdì 23 febbraio 2018
Al "Tannoia" di Corato la giovane impresa "Micco" si racconta

“Micco” ovvero Michele Colella, un nome che evoca subito una impresa che è giovane due volte: perché è nata da poco e perché Michele è un imprenditore nuovo e giovane. Oggi è l’unico responsabile della sua attività di produttore e commerciante di confetture, marmellate, salse particolari, fatte con olive, con capperi, con olio extravergine coratino, e una straordinaria gelatina di vino, tutte realizzate a chilometro zero. Una attività che sta ottenendo un meritatissimo successo tanto in Puglia quanto in Italia. E comincia a essere apprezzata persino all’estero.

Michele la ha presentata a un pubblico di studenti dell’ITET “Tannoia” di Corato -per l’iniziativa delle prof.sse Anna Cantatore e Cinzia Lorusso- nell’ambito di uno dei molti progetti di alternanza scuola-lavoro progettati e avviati dal “Tannoia”.

Le domande si sono susseguite per tutta la durata dell’incontro senza soluzione di continuità e non hanno dato tregua all’ospite che ha risposto tra una molteplicità di braccia alzate nella richiesta di poter sottoporgli un quesito, un’idea, un dubbio.

Ha trovato difficoltà nel dare avvio all’impresa? Quali? Com’è organizzata l’attività? Su quale scala lavora? Con quanti lavoranti? Cosa è stato necessario conoscere per metter su l’azienda? Che peso ha avuto l’esperienza dei suoi genitori e in genere la tradizione agricola e gastronomica di Corato? Che natura giuridica ha dato alla sua impresa? Qaunto ha investito? Per citarne solo alcune.

“Si, difficoltà ne ho trovate -ha risposto Miccoli- non poche perché non ho avuto accesso a finanziamenti pubblici e perché sono ancora troppe le pastoie burocratiche. Ma anche per colpa mia, perché non conosco le lingue straniere e inizialmente ho avuto problemi a comunicare con i potenziali partner esteri. La ‘Micco’ ha avuto un processo piuttosto originale perché, in maniera opposta a quanto normalmente accade, è nata a responsabilità limitata e si è quasi subito trasformata in ditta individuale. Come mai? Perché credo fortemente nella bontà di quello che realizzo. Così ho voluto intestarmi tutta la responsabilità dell’impresa che inizialmente condividevo con mia sorella.

Cambiamenti? Certo, ne ho apportati cammin facendo. Anche significativi. Per esempio ho eliminato dalla produzione la confettura di ananas che andava molto bene ma che non era allineata all’idea di portare sul mercato soltanto i prodotti della nostra terra. E poi sono stato costretto ad abbandonare la produzione della purea di fave e cicoria perché appena l’ho messa sul mercato, numerose aziende di Cerignola e del Foggiano hanno fatto lo stesso. La mia azienda è a conduzione familiare e voglio mantenerla il più possibile in queste dimensioni per poter garantire sempre una grande qualità dei prodotti. Naturalmente ho degli operai ma il lavoro ha una organizzazione soprattutto stagionale”.

Al racconto appassionato di Michele ha corrisposto l’entusiasmo dei ragazzi, che rappresenta un valore in sé ma vale anche come dimostrazione di quanto sia importante proporre loro esempi di creatività, di impegno, di fiducia, e di ricerca del meglio.

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