LE SCRITTURE POETICHE DI ANNUNZIATA BEVILACQUA

Vito De leo LiveYou - Cronaca
Corato - martedì 18 aprile 2017

“SCRITTURE POETICHE” è questo il titolo dell’ultima pubblicazione di Annunziata Bevilacqua edita da Aletti editore. La scrittrice coratina, che da due anni si dedica alla scrittura poetica, pubblicando poesie in due antologie poetiche, ancora una volta ha offerto ai lettori, con le sue 44 poesie, la possibilità di conoscere la sua filosofia di vita e la sua visione del mondo.

Gli argomenti trattati riguardano in modo particolare la sua vita personale, la propria famiglia, il territorio, la cultura, i fenomeni sociali, le contraddizioni del nostro tempo, la necessità del cambiamento, l’uomo moderno.

Filo conduttore di questi temi culturalmente e socialmente rilevanti sono, evidentemente, l’io, la soggettività, il senso della vita, portati sul piano dell’immaginazione, dell’arte, della filosofia e della poesia. Un viaggio sentimentale. Un viaggio dentro una passione forte che suggeriscono al lettore alcune domande sulla poesia.

La poesia è necessaria? Serve a qualcosa? E’ utile all’uomo? Lo ha aiutato a crescere, a vivere meglio, a trovare un qualche lume che lo ha accompagnato nel suo cammino e gli ha aperto nuovi sentieri? O è soltanto un inutile gioco, affascinante quanto si vuole, ma privo di qualsiasi incidenza?

La poesia, si deduce dall’interessante lettura delle “scritture poetiche” è la denuncia dello scandalo di un mondo senza poesia. E’ rifuggire dalla dimensione commerciale della rima leggera e dei facili costumi. E’ scardinare il marchingegno dell’oblio programmato. E’ come una lampadina tascabile: aiuta noi a non essere prigionieri di questo smarrimento prosaico, di un mondo calcolistico e irrazionale, di un mondo di dissipazioni in cui l’unica letteratura possibile è quella del cinismo.

In sostanza, la poesia non può, non deve, non sa venire a patti con il nonsenso, con la gratuità, con l’insolenza e l’arbitrarietà, ma vuole degli spazi incontaminati per lasciare orme da cui si possano leggere i destini dell’uomo.

Il che significa che la vita ha senso e si può vivere in pienezza se siamo capaci di avere fede in qualcosa, di vivere l’amore, di avvertire i brividi dei sentimenti e le parole dell’anima.

La poesia è una domanda perenne, non ha certezze, non ha idoli, non ha risposte, proprio come la vita. Ecco perché è verità insolente, l’unica che salva l’uomo dall’essere, come direbbe Leonardo da Vinci, solo e semplicemente un imbuto.

Vito De Leo

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