"Vento nel Vento": al Sevent In "dieci anni di Lucio e Giulio”

Corato
il 10 marzo 2018 alle ore 18:30

Un’altra delle iniziative organizzate da Sergio Porcelli: info e prenotazione tavoli 349 4297693, 080 872 7762

Indirizzo Corso Giuseppe Garibaldi 98

"Vento nel Vento": al Sevent In "dieci anni di Lucio e Giulio”
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Al Sevent In si torna a parlare della musica che ha fatto storia. Sabato, 10 marzo, l’appuntamento è con Fulvio Frezza e il suo libro "Vento nel Vento. Dieci anni di Lucio e Giulio”.

Il volume, edito da Florestano, sarà presentato dall’autore insieme al giornalista Franco Tempesta a partire dalle 18.30. In programma anche gli interventi musicali di Domenico Mezzina. Un’altra delle iniziative organizzate da Sergio Porcelli: info e prenotazione tavoli 349 4297693, 080 872 7762.

«Perché Lucio non ha abbandonato solo Mogol. Ha abbandonato tutti noi che a quei pensieri e a quelle parole abbiamo creduto, noi che abbiamo continuato a sognare i giardini di marzo che si riempiono di mille colori, attaccati alla musica che scaturiva da un vecchio vinile segnato dai graffi di una vita intera. Noi che abbiamo continuato a pensare a lui come ad un amico lontano. Un amico che prima o poi sarebbe ritornato».

Il libro
«Ogni generazione pensa che gli anni di passaggio dalla propria adolescenza all’età adulta siano stati i più belli di sempre, ma chi ha vissuto quelli in cui si è passati dai Beatles a Lucio Battisti, con il contorno di minigonne, capelli lunghi e liberazione sessuale può dirlo con maggiore convinzione.

Le canzoni di Battisti e Mogol sono state la colonna sonora della nostra vita, anche quando poi magari cercavamo altra musica, e ancora oggi, quando sono passati venti anni dalla scomparsa del musicista e quasi quaranta dal loro ultimo disco insieme, quelle armonie e quelle parole restano fondamentali modelli di riferimento.

Il racconto di un decennio tumultuoso, in cui il mondo intero subiva una profonda trasformazione, e della parallela evoluzione nel rapporto fra due artisti insieme geniali e riservati, svela quanto si nascondeva tra la semplicità soltanto apparente delle melodie di Lucio e dei versi di Giulio. Ricordi perduti, rimasti annodati per sempre a un pugno di note e di parole che accarezzano e graffiano dove il nostro cuore è più sottile».