Potere al popolo

“Potere al popolo” ringrazia i suoi elettori

Ruvo di Puglia
il 10 marzo 2018 alle ore 19:30

«I 200 voti ruvesi e l’1,1% nazionale sono un risultato sicuramente non entusiasmante, ma dignitoso. In soli tre mesi e mezzo siamo riusciti a convincere centinaia di migliaia di persone»

Indirizzo Corso Cavour

“Potere al popolo” ringrazia i suoi elettori
Potere al popolo © Potere al popolo

Domani, sabato 10 marzo alle 19.30 su corso Cavour, “Potere al popolo” ringrazierà pubblicamente i propri elettori.

«I 200 voti ruvesi e l’1,1% nazionale sono un risultato sicuramente non entusiasmante, ma dignitoso – fanno sapere dal partito -. In soli tre mesi e mezzo siamo riusciti a convincere centinaia di migliaia di persone. Partendo dal nulla, senza soldi, senza contatti e quasi totalmente assenti in televisione. Ancora oggi il simbolo, il nome, il programma di Potere al popolo sono sconosciuti alla stragrande maggioranza degli elettori.

Fatto il primo passo, riaggregare e lottare gomito a gomito, ora tocca fare il secondo: continuare, strutturare. Perché in tre mesi e mezzo siamo passati dall'essere collettivi sparsi, comitati, associazioni, partiti, a un embrione di organizzazione fatto da 10mila militanti e conosciuto da qualche milione di persone.

Serve ricostruire una sinistra che sia radicale, radicata nei territori e popolare. Queste elezioni sanciscono la fine del centrosinistra – prosegue la nota -: chi ha votato il Jobs act, lo Sblocca Italia, il Salva-banche, chi ha legalizzato la precarizzazione del mercato del lavoro, le esternalizzazioni, le privatizzazioni e aumentato le spese militari, chi ha innalzato l’età pensionabile, cancellato l’articolo 18 e continuato imperterrito nel taglio dello stato sociale (scuola, sanità, trasporti) è stato obiettivamente spazzato via dal voto anti-sistema, verso coloro che sono percepiti dagli elettori come tali anche se poi, quando hanno l’opportunità di governare, fanno politiche in perfetta continuità con quelle del sistema che si dice di voler scalzare e combattere.

Lo scenario politico e sociale che si profila è instabile, quindi apre possibilità. Ma la lezione di questi 10 anni di crisi è che l'instabilità non si rende produttiva se non si ha radicamento sul territorio, prospettiva e organizzazione. Ora tocca lavorare come si è fatto in questi due mesi per riuscire in breve tempo a dare maggiore unità e forza ai nostri nodi territoriali, aumentare il livello di analisi e di dibattito culturale e aumentare il nostro impatto mediatico, per cercare di creare, con il materiale che c'è, una sequenza di storia nuova».

In questa prospettiva, si sta anche organizzando un’assemblea pubblica che molto probabilmente si terrà la prossima settimana proprio a Ruvo.