Azioni a difesa della proprietà-condominio-legittimazione dell’amministratore

Frequente è il caso dell’occupazione abusiva.

Avv. Giorgia Strippoli Avvocato civilista
Corato - martedì 09 febbraio 2016
© n.c.

Ci saremo sicuramente chiesti che poteri abbia l’amministratore allorquando bisogna esperire un’azione a difesa della proprietà del condominio, o più genericamente a tutela dei diritti reali di tutti i condòmini su cose o parti comuni dell’edificio, contro un singolo condomino o un soggetto terzo rispetto al condominio(art. 948 c.c.).

Frequente è il caso dell’occupazione abusiva.

E’ assodato che l’amministratore sia autorizzato dalla legge ad agire per la conservazione delle parti comuni dell’edificio, nonché per la riscossione forzosa dei contributi dovuti dai condòmini (art. 1130, I co, n. 3 e 4 c.c.). Viceversa vi è un’incertezza normativa sui “limiti” dei poteri giudiziali dell’amministratore, cioè poteri di agire e resistere in giudizio quale organo rappresentativo di tutti i condòmini.

La Suprema Corte ci è venuta incontro (sentenza cass. civ. sez. II, del 30 giugno 2014 n. 14797) prendendo in esame il caso di un amministratore che dietro autorizzazione assembleare rivendicava la proprietà e, con essa, il libero uso di una rampa di accesso condominiale che un condomino utilizzava in via esclusiva, cioè come fosse un bene di sua pertinenza, avendo realizzato 13 posti auto da locare a terzi.

Il condomino in questione respingeva la richiesta avanzata dall’Amministratore ritenendo che questi non fosse autorizzato a rivendicare la presunta proprietà sottratta al Condominio.

L’autorevole parere della Cassazione ha dato ragione all’amministratore reputandolo legittimato a rivendicare la proprietà di quella parte comune dell’edificio condominiale occupata abusivamente dal singolo condomino, dal momento che la sua azione giudiziale era autorizzata da una delibera dell’assemblea condominiale (art. 1131, I co., c.c.) adottata a maggioranza qualificata (art. 1136 c.c.).
Si badi però, che questo riconoscimento di potere all’amministratore non priva i singoli condòmini del medesimo potere, cioè non vieta loro di esercitare la stessa facoltà di agire a difesa dei diritti, esclusivi e comuni, ma semplicemente consente che l’azione di rivendicazione sia esperita dall’amministratore senza la necessità che ad agire siano tutti i comproprietari condòmini.

Articolo a cura dell'Avv. Giorgia Strippoli

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