Il Jobs Act 1 e il Jobs Act 2 (e i decreti attuativi)

Il 2015 può essere senza dubbio considerato un anno di svolta per il diritto del lavoro italiano

Corato - mercoledì 06 aprile 2016
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Il 2015 può essere senza dubbio considerato un anno di svolta per il diritto del lavoro italiano, che – secondo gli studiosi più autorevoli – passa da un regime incentrato sui principi della c.d. job property (proprietà del posto di lavoro), basato sulle logiche dell’impiego pubblico, a quelli della c.d. flexsecurity per la quale, accanto all’introduzione di elementi di flessibilità nella gestione dei rapporti di lavoro, si costruisce un moderno sistema di sostegno del reddito e di assistenza nella ricerca del nuovo posto di lavoro in caso di disoccupazione.

E, dunque, senza dimenticare il c.d. Jobs Act 1 (il decreto legge 34, convertito nella legge 78 del 2014, intervenuto in tema di contratto a termine, apprendistato, Durc e contratto di solidarietà), che di tale impianto riformatore è stato precursore, è appunto nel corso del 2015 che hanno visto la luce una serie di decreti legislativi (ben otto!) – entrati in vigore, in attuazione del c.d. Jobs Act 2 (la legge delega 183 del 2014), tra il mese di marzo e quello di settembre – attraverso cui si è profondamente messo mano al nostro ordinamento lavoristico con molteplici interventi che, da un canto, hanno riordinato gli istituti già esistenti e, dall’altro, hanno profondamente innovato la legislazione in materia.

Svariati sono stati, infatti, i campi di intervento toccati dalla riforma: dal riordino degli ammortizzatori sociali, sia al termine sia in costanza di rapporto di lavoro (con i d.lgs. 22 e 148), alle misure di conciliazione vita-lavoro (con il d.lgs. 80), alla razionalizzazione dell’attività ispettiva (con il d.lgs. 149), alla riforma dei servizi per il lavoro (con il d.lgs. 150), alle semplificazioni delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini ed imprese (con il d.lgs. 151), fino ad arrivare all’introduzione del contratto a tutele crescenti (con il d.lgs. 23) e alla disciplina organica dei contratti di lavoro e alla revisione della disciplina delle mansioni (con il d.lgs. 81).

Ebbene, con questa rubrica ci proponiamo di analizzare le principali novità in materia e, in ogni caso, quelle questioni che dovessero suscitare maggiore interesse e maggiori “ricadute” pratiche alla luce anche delle prime pronunce giurisprudenziali e delle circolari (ministeriali, degli istituti previdenziali, ecc.) man mano emanate: tutele crescenti, licenziamenti, individuali e collettivi, somministrazione, contratto a termine, mansioni, collaborazioni, apprendistato, etc.

Lo faremo con riflessioni agili e snelle, che vogliono avere l’ambizione di parlare a – e di interagire con – tutti gli operatori economici del nostro territorio: il variegato mondo del lavoro nel suo complesso (lavoratori, imprese e loro organizzazioni rappresentative), da un lato, e tutti quei professionisti, i consulenti del lavoro in primis, che con il “lavoro” hanno quotidianamente a che fare, dall’altro.

Non riusciremo a parlare di tutte le novità, è chiaro, né seguiremo necessariamente l’ordine cronologico di emanazione dei provvedimenti ma, come detto, vogliamo appunto valorizzare – nella discussione pubblica che abbiamo anche l’aspirazione di stimolare – quelle questioni che il nostro variegato territorio e tutti gli attori economici con cui vogliamo interloquire vogliano, insieme a noi, individuare come “priorità”.

Articolo a cura dell'Avvocato Francesco Edmondo Stolfa.


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