COSA VEDERE IN CITTA'

Sepolcri a Tumulo di San Magno

di Rosanna Scaringella - Antonella Rosito
La presenza dell'uomo nell'agro coratino è documentata sin dall'età protostorica. In zona San Magno, a circa 13 Km da Corato in direzione sud-sudest, è stata recentemente portata alla luce una necropoli di sepolcri a tumulo. Due diverse campagne di scavi hanno consentito l’esplorazione complessiva di diciannove sepolcri su oltre ottanta individuati tra integri, manomessi, certi e probabili. Tutti quelli finora esaminati occupano l’area centrale della necropoli che si estende in senso nord-sud per circa 2 Km e in senso est-ovest per circa 1 Km. Con ogni probabilità anche in questa direzione il sepolcreto si estendeva in ugual misura e comprendeva altri tumuli sepolcrali. Le ricerche attuate hanno messo in luce che i sepolcri sono tutti riferibili sostanzialmente al terzo tipo di sepolcri a tumulo conosciuti in Puglia, anche se in quasi tutti sono riconoscibili i legami con il sepolcro dolmenico a tumulo protostorico.

La struttura delle tombe presenta nel mezzo una cista prevalentemente rettangolare e abbastanza ampia contornata sia da blocchi che da lastre più o meno megalitiche tanto da sembrare, se non autenticamente dolmenica, di tipo dolmenico e chiaramente collegabile alle ciste del richiamato sepolcro dolmenico a tumulo della tarda età del bronzo. Queste caratteristiche sono visibili in tutti i sepolcri indagati, ma soprattutto in tre scavi (sepolcri n° 4-5-13), nella campagna del 1987 diretta dal prof. Striccoli, assumono particolare evidenza, in quanto la cista che mostrano è strutturalmente più complessa ed è a pianta sostanzialmente circolare.

Buona parte dei sepolcri esaminati conteneva pochi e sbriciolabili resti umani riferibili ad un’unica deposizione. Solo alcuni hanno restituito reperti ossei attribuibili a due e anche a tre deposizioni. È probabile che qualcuno di quelli risultato con i resti di un solo inumato, originariamente ne contenesse più di uno evidentemente disfattosi a continuo contatto nel tempo con gli agenti atmosferici. Ciò lo si è evinto soprattuto dallo stato di conservazione estremamente precario delle deposizioni, generalmente ridotte a pochissimi resti estremamente frammentari e in assoluta sconnessione anatomica da rendere più volte difficile la determinazione o la semplice individuazione dell’esatta posizione dell’inumato. Non è, comunque, da trascurare l’ampiezza piuttosto rilevante delle ciste (mediamente m 2 x 1,40 ca.) che sembrano più che idonee ad un uso plurisomatico. Dal punto di vista strettamente culturale, i diciannove sepolcri investigati hanno evidenziato una facies culturale di ambiente daunio databile tra l’VII e il VI sec. a.C.

Nelle tombe sono stati rinvenuti oggetti in bronzo e in ferro e vasellame prevalentemente frammentario sia di impasto che acromo e dipinto in stile geometrico in argilla depurata, tra cui spicca una coppetta di tipo greco-orientale proveniente dal sepolcro numero 12 databile tra l’ultimo quarto del VII e il primo quarto del VI sec a.C.: si tratta di prodotto d’importazione o, comunque, d’imitazione locale da Metaponto o da Siris che trova numerosi riscontri nei complessi vascolari apulomaterani. Gli oggetti in bronzo più significativi sono rappresentati da:

- una fibula pre-Certosa ad arco a dorso piatto con lunga staffa terminante con bottone a goccia del sepolcro numero 1, databile nell’arco del VI sec. a.C. e molto nota nell’ Italia meridionale, dove se ne conoscono oltre quattrocento esemplari provenienti prevalentemente nell’ aria campana, oltre che dall’ area picena e dalla costa orientale adriatica;
- due anelli chiusi e fusi in un pezzo, anch’essi dal sepolcro numero 1, che risultano simili a quelli rinvenuti negli analoghi sepolcri di “La Mena” e “Chiazzodda” nel territorio di Altamura e inquadrabili in un ampio arco di tempo compreso tra il Bronzo tardo e il IV/III sec. a.C.;
- due braccialetti a filo doppio con capi aperti rispettivamente nel sepolcro numero 4 e nel sepolcro numero 11, i quali trovano confronti in esemplari recuperati a Ruvo e sono databili tra il VII e il VI sec. a.C.;
- un anello orecchino dal sepolcro numero 12 che si ritrova quasi simile nella necropoli di Masseria del Porto e in coeve tombe italiche;
- una lama di coltello e una punta di lancia frammentaria, entrambe in ferro, che provengono rispettivamente dal sepolcro numero 1 e dal sepolcro numero 2: la prima che richiama veramente i coltelli a codolo tipo Celano datati addirittura al Bronzo finale, è riferibile al VI sec. a.C.

Anche il repertorio vascolare, sia pure frammentario, ha offerto sufficienti elementi di identificazione e di collocazione culturale e cronologica dei sepolcri esaminati. In particolare si distinguono frammenti di un vaso-filtro, anse e appendici cornuti rinvenute rispettivamente nel sepolcro numero 10 e nel sepolcro numero 9, elementi decorativi plastici come protome d’animale cornuto e reperti di ceramica bicroma e in più corredi, tutti attribuibili al Sub-geometrico daunio II, quindi, databili nell’ambito del VI sec. a.C. In alcuni reperti (sepolcri n° 2-7), inoltre, è riscontrabile la presenza di motivi ad archetti presente tanto nel Geometrico protodaunio del IX-VIII sec. a.C. quanto nel Subgeometrico daunio I, II e III sec. a. C.

Questo è quanto si deduce dai dati a disposizione. Nell’ esplorazione della necropoli si è soltanto ad un quarto circa del lavoro. Ci sono oltre una sessantina di tumuli ancora da indagare, i cui risultati potrebbero confermare, modificare, ampliare le conclusioni finora desunte, che sono da ritenersi in pratica definitive per i sepolcri indagati, ma assolutamente parziali per quanto riguarda l’insieme della necropoli, compresa la parte ancora molto consistente ancora da investigare.

Riferimenti Bibliografici
Corato-testimonianze archeologiche e d’arte nel territorio, R. Striccoli, F. Radina, M. Silvestrini, C. Gelao, Corato,1992.
Sepolcri a Tumulo di San Magno
Sepolcri a Tumulo di San Magno
Coratolive.it
Testata giornalistica
reg. n. 6/05, Trib. di Trani in data 02/05/2005
Direttore Responsabile: Fabio Ferrante
Tutti i portali del gruppo Livenetwork
© copyright 2005 - 2007 Edix di Fabio Ferrante. Tutti i diritti riservati.  Informazioni legali |  Condizioni generali di utilizzo dei servizi |  Contatti |  Privacy |  Pubblicita