RACCONTI, POESIE E CANZONI POPOLARI

“Date il cuore a Dio”


N povere zappature” (un povero contadino) una sera passò da la “vecciara” (macelleria) e comprò “‘n picche de core” (un pò di cuore), poi entrò in chiesa mentre il sacerdote stava “a prederà” (predicando). “U prevete” (il sacerdote) diceva ai fedeli di amare maggiormente il Signore con le parole “date il core a Ddì” (date il cuore a Dio): “u zappature” pensò “ma cusse se la pigghje pe miche, accamme fàsce a sapàie ca ghì tenghe u core?” (ma questo se la prende con me, come fa a sapere che io tengo il cuore?). Il prete ripeté più volte quella frase e l’uomo, quando non ne potette più, lancio l’involtino del cuore che aveva in mano sull’altare dicendo: “e nà, pigghjatiùe, me sinde avvendate stasàire a benedette!” (e tieni, prenditelo, mi hai adescato stasera benedetta!).
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