venerdì 13 aprile Articolo

25 settembre 1912: il socialista Benito Mussolini a Corato

Il 25 settembre 1912 giunse a Corato un giovane Benito Mussolini. Non aveva ancora trent’anni

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Il 25 settembre 1912 giunse a Corato un giovane Benito Mussolini. Non aveva ancora trent’anni. Si presentò con abiti dimessi, cappello a cencio, barba non rasata, magro, con gli occhi fuori dalle orbite e soprattutto squattrinato.

Chi era quel Mussolini che, esattamente dieci anni dopo, avrebbe preso il potere in Italia con la marcia su Roma? Era sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana, mentre stava imponendosi sempre più ai vertici del mondo socialista. Anarchico, social-rivoluzionario, intransigente, era stato il vincitore del 13° Congresso Socialista tenutosi a Reggio Emilia il 7 luglio del 1912. Il suo "ordine del giorno" era prevalso su quello di Turati e Bissolati, l'ala riformista del Partito. Il suo estremismo rivoluzionario e il suo esasperato attivismo anticlericale e antimilitarista gli avevano consentito di uscire trionfatore.

Emigrato in Svizzera nel 1902 per sottrarsi al servizio militare, Mussolini era entrato in rapporto con importanti personaggi del socialismo e dell’anarchismo europeo, ponendo contemporaneamente le basi della  propria cultura politica, in cui si mescolavano contraddittoriamente gli influssi di Marx e  Proudhon  insieme a quelli di Nietzsche e Pareto. Rientrò in Italia nel 1904 approfittando di un'amnistia che gli permise di evitare la pena prevista per la renitenza alla leva.

Protagonista di una stagione di comizi, proteste e azioni dimostrative, Mussolini nel 1909  era a Forlì dove dirigeva il settimanale La lotta di classe ed era a capo della federazione locale del partito. Nel 1911 guidò le manifestazioni contro la guerra di Libia e per questo fu condannato a cinque mesi di prigione insieme a Pietro Nenni. In un articolo pubblicato su «Lotta di classe», Mussolini aveva definito la patria una «menzognera finzione che ormai ha fatto il suo tempo».

Dopo il Congresso del luglio 1912, il partito socialista, sapendo dell'enorme forza bracciantile esistente in Terra di Bari, decise di mandare Mussolini in Puglia (era la sua prima volta nel Sud) per scuotere le masse meridionali dalla loro rassegnazione.

Mussolini era arrivato  a Trani e vi era rimasto una settimana, soffrendo la fame e andando ramingo per la città. Era stato aiutato in qualche modo da Giacinto Francia, avvocato e vecchio socialista originario di Minervino Murge. La sua presenza era passata del tutto inosservata essendo sempre stata Trani prevalentemente borghese e quindi senza particolari tensioni sociali.

Giunse ad Andria il 24 settembre, visitò la “Casa del Popolo per la Lega dei Contadini",  appena costruita con il contributo di tutti i lavoratori andriesi. Tenne un comizio a Piazza Porta la Barra, davanti ad una folla venuta dai vicini quartieri “rossi" Cirillo e Grotte.

Nel suo comizio Mussolini definì, a ragione, Andria la  leonessa rossa del mezzogiorno; la "lega" di Andria, infatti, aveva nel 1912 oltre 4.000 iscritti con una forte componente anarchica. 

I socialisti andriesi furono entusiasti della venuta di quel giovane forestiero dallo sguardo magnetico, dai gesti un po’ teatrali e dall’eloquio incisivo. Gli offrirono un pasto in una trattoria  che cucinava pasta e fagioli e come secondo serviva del formaggio.

Mussolini dormì al rione Grotte ospite di un simpatizzante socialista e la mattina del 25 settembre, al momento della partenza, i compagni andriesi fecero una colletta per consentirgli di proseguire il viaggio che lo portò prima a Corato e il  26 a Gioia del Colle.  A Corato nel pomeriggio parlò, dopo essere salito su una panca, in piazza Vecchi, oggi piazza Saverio Nitti, nel linguaggio popolare di un tempo la piazzett du calaral”. (La foto scattata da Cristoforo Scarnera conferma la vecchia denominazione). Era stato invitato dal leader socialista di Corato e pioniere del socialismo pugliese Guglielmo Schiralli.

Di che parlò Mussolini ai braccianti di Corato? Soprattutto delle nuove, straordinarie, prospettive di emancipazione politica, civile e sociale che si aprivano in Italia per le masse contadine in seguito all’entrata in vigore, il 30 giugno 1912, della legge sul suffragio universale maschile. L'elettorato attivo veniva esteso a tutti i cittadini maschi di età superiore ai 30 anni senza alcun requisito di censo né di istruzione, restando ferme per i maggiorenni di età inferiore ai 30 anni le condizioni di censo o di prestazione del servizio militare o il possesso di titoli di studio già richiesti in precedenza. Il corpo elettorale passava da 3.300.000 a 8.443.205, di cui 2.500.000 analfabeti, pari al 23,2% della popolazione. Una conquista storica che andava sfruttata al massimo, per cui l’informazione e la propaganda diventavano fondamentali.  Le masse andavano educate all’esercizio dei propri diritti.

Il suffragio universale – scrisse Mussolini sull’Avanti! sintetizzando, qualche giorno dopo, i discorsi tenuti ad Andria e a Corato - cancella, abolisce la situazione del vassallaggio politico in cui si trovano le masse contadine, e le porta allo stesso livello dei padroni. La disuguaglianza dinnanzi alle urne è scomparsa. Tutta l'importanza morale del suffragio universale sta appunto in questa elevazione civica delle masse, in questo accrescimento della loro personalità politica. Quanto ai risultati non è facile prevederli. E’ sicuro che ci sarà una generale partecipazione dei contadini alle elezioni.

Quali partiti e con quali programmi si presenteranno agli elettori?
Il lavoro elettorale non è cominciato. I "candidati" non sono stati ancora lanciati. Nessuno ha preso posizione. Del resto la battaglia elettorale è ancora lontana. Tuttavia è lecito affermare che la grande maggioranza dei contadini voterà per i candidati di opposizione governativa. I socialisti che nelle Puglie come nel resto d'Italia hanno — per primi — propagandato la campagna, hanno discrete chances di successo.

Contro di loro scenderanno in campo le vecchie e le nuove ibride coalizioni clerico-moderato-ministeriali.  E sotto l'ombrellone democratico ripareranno i pochi e dispersi repubblicani, i radicali, i destri, gli indefinibili, pronuba la massoneria.  Ci sono due logge a Corato (1), quattro a Bari. Ma questa coalizione intermedia non ha forze, non ha uomini, non ha programmi.

Il Partito Socialista è il meglio agguerrito. Ha una organizzazione politica che va qua e là risorgendo e rafforzandosi, dirige le organizzazioni economiche delle leghe e delle cooperative. Come si comporteranno gli emissari di Giolitti? Neutralità o favoreggiamento? Libertà o violenza? I precedenti c'inspirano scarsa fiducia, tuttavia i contadini si dichiarano pronti a rispondere alla violenza. Una sconfitta nel Sud avrebbe effetti in ogni senso disastrosi. Da una parte consoliderebbe la camorra, dall'altra provocherebbe tale amarissima delusione nelle popolazioni da indurle a non più credere nella efficacia del suffragio universale (2).

Ritengo tuttavia che i risultati del suffragio allargato nelle Puglie saranno la prova della matura coscienza politica e civica di quel popolo il cui progresso è stato sin qui frenato dal governo accentratore e corruttore. È un popolo che ha trovato e trova in sé le forze della propria elevazione spirituale e materiale. E un popolo che ha la febbre del lavoro. Popolo dunque, non plebe.

Tornato a Milano, dopo questo breve giro in Puglia, il redattore dell’”Avanti!” Benito Mussolini stese un resoconto  di questa sua esperienza che fu pubblicato il 1° ottobre e in cui citava Corato:

La storia moderna delle Puglie è un calvario dalle "stazioni" insanguinate, come quello di Giudea. La lotta fra la enorme maggioranza dei contadini privi del voto, e le esigue minoranze detentrici del potere grazie al suffragio ristretto, ha preso sovente l'ampiezza e la tonalità della tragedia. Ogni paese ha le sue vittime. Ad Andria, città di 60 mila abitanti, il 31 luglio del 1910 due giovani leghisti caddero uccisi e parecchi altri rimasero feriti, per difendere, come sta scritto sulla lapide commemorativa, "la libertà del voto per tutti". È cronaca di ieri. Cosi alla cronaca di ieri appartiene l'aggressione al compagno Tarantini di Corato, che si buscò una tremenda rasoiata, per vero miracolo non mortale, da un sicario dell'Amministrazione comunale e l'uccisione barbara del povero capo-lega Savino Casamassima.

Il primo episodio coratino cui fa riferimento Mussolini si era verificato nell’agosto del 1908 quando uno scherano di un grosso proprietario terriero di Corato aveva fregiato a tradimento con un rasoio il dirigente della locale sezione socialista, Nicola Tarantini. Scrisse in quell’occasione l’Avanti!: “Se dobbiamo trascinare davanti alla giuria dell’Assise l’aggressore del Tarantini, dobbiamo trascinare dinanzi al giurì della opinione nazionale la borghesia borbonica di Puglia, evocatrice dei tempi delle orde sanfediste”.

Il giudizio di Mussolini sulla gente delle tre città pugliesi dove tenne comizi fu quanto mai positivo. Ne rimase impressionato: "Credevo di trovare tutt'altro popolo e tutt'altro paese. Sono lieto di essermi ricreduto".

Forse anche grazie a questo reportage politico-sociale dalla Puglia, Mussolini, dopo poco più di un mese, diventò direttore dell'Avanti!, quel giornale di cui i fascisti incendieranno la sede a Milano il 4 agosto del 1922.

 

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1- Una loggia massonica coratina era intitolata a Giosuè Carducci.
2 - Le prime elezioni a suffragio universale maschile si  svolsero il 26 ottobre (1° turno) e il 2 novembre (ballottaggi) 1913 con l'ormai tradizionale collegio uninominale a doppio turno. I risultati sanzionarono il grande successo del Patto Gentiloni (alleanza tra giolittiani e cattolici): i liberali ebbero il 51 % dei voti e 260 eletti. I deputati socialisti (PSI e Socialisti indipendenti e sindacalisti) videro salire a 58 il numero dei propri eletti, i riformisti (Partito Socialista Riformista Italiano) eletti furono 21, 73 i radicali, 34 i cattolici (non aderenti al Partito Liberale) e 5 i nazionalisti.


(FONTI, per gentile concessione del sig. Cristoforo Scarnera:
• Michele Lomolino- Il socialista Mussolini ad Andria. In LA VOCE DI ANDRIA 21 giugno 1985.
• UN QUASI INEDITO DI MUSSOLINI “NELLA PUGLIA ROSSA”. Dall’Avanti!, n. 273 1° ottobre 1912 . In LA VOCE DI ANDRIA (21 giugno 1985).
• Dalla nascita del Partito socialista alla grande guerra).